La Scuola e l'Uomo - n. 3-4-Marzo-Aprile 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2021 37 S ono felice di condividere queste po- che righe con i miei colleghi dell’U- CIIM, che ringrazio per l’opportunità. Naturalmente l’argomento non è felice, ma a noi, come insegnanti cristiani, viene chie- sto di rispondere a eventi della vita reale, non a quelli concepiti nell’immaginazione. Presenterò alcuni fatti e opinioni sulla scuola rumena in tempi di pandemia. L’11 marzo 2020 è stato il giorno in cui la pandemia ha spostato le classi scolasti- che online. Il 16 marzo 2020, il presidente Iohannis ha decretato lo stato di emergen- za. Il mondo intero stava affrontando una situazione completamente nuova. Un nemi- co invisibile ha cominciato a mietere vite, a diffondere paura, a cambiare regole e com- portamenti. La maggior parte di noi ha rinun- ciato ai gesti naturali, ha cambiato il modo di lavorare, le vacanze erano diverse o non lo erano affatto, insomma, ci siamo adattati a uno stile di vita diverso. Ma le scuole e i bambini sono stati colpiti dalla pandemia in un modo molto diverso. Gli studenti abituati all’ambiente online si sono adattati più facilmente alla scuola… sul tablet . Ma secondo le cifre ufficiali, 65.000 bambini in Romania (su 3,5 milioni di allievi e studenti) sono rimasti fuori dalla scuola. Al di fuori della loro vita scolastica. Senza il sostegno della famiglia o senza i mezzi tecni- ci per partecipare alle lezioni online , hanno abbandonato. Ricordo qui l’opinione di uno psicologo che crede che la scuola online abbia distor- to l’immagine della scuola nella mente dei bambini e ciò che questa dovrebbe significa- re. Immaginate un bambino che si è seduto con i pantaloni del pigiama e ha la camicia sopra per la scuola. È rimasto collegato al suo portatile, è entrato in classe, ha parlato con l’insegnante. Ma è una sovrapposizione di ruoli, perché lui era sia il ragazzo di ca- sa che lo scolaro che frequentava le lezioni. Quella sovrapposizione di ruoli ha significato un allontanamento dall’esperienza reale con la scuola. Cos’è la scuola? La scuola è l’am- biente in cui devo imparare, è l’ambiente in cui devo connettermi con altre persone della mia età. È dove imparo che ho delle respon- sabilità, è dove imparo che ho dei compiti, è dove imparo che ho un insegnante che devo rispettare, con cui devo comunicare a un li- vello diverso, che non è mia madre, che non è mio padre, che non è mio fratello o sorella maggiore. Pertanto, il livello di relazione de- ve essere diverso. Questo non è stato rispet- tato nella scuola online perché questa confu- sione è avvenuta dove il bambino, intontito, svegliato dal sonno, era seduto davanti al portatile. Non aveva nemmeno quel tempo di preparazione per soddisfare le richieste della scuola. Ci sono situazioni in cui la povertà o solo il modesto reddito di una famiglia numero- sa può trasformare le lezioni online in un’e- sperienza dolorosa. Ci sono famiglie con 5-6 bambini, con mamma e papà, che vivevano nella stessa stanza. Il bambino doveva en- trare nella scuola online con tutta la galle- ria della famiglia alle spalle. Pensate cosa significava questo per quel bambino! Molti si sono sentiti umiliati perché non potevano presentarsi nella zona della scuola, che signi- fica qualcosa di diverso da casa. E così si sono praticamente nascosti davanti allo schermo. Erano più tranquilli, non socializzavano, non rispondevano, non intervenivano, non intera- givano perché si sentivano imbarazzati per- ché gli altri membri della famiglia stavano guardando. E poi il bambino non era nella sua zona di comfort. Da questo punto di vista, gli allievi delle zone rurali, dove vive la maggior parte del- la popolazione povera della Romania, sono stati colpiti più duramente dalla pandemia, UNO SGUARDO IN EUROPA. LA DAD IN ROMANIA Alin Tat, Presidente SIESC

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