La Scuola e l'Uomo - n. 3-4-Marzo-Aprile 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2021 34 D idattica a distanza, didattica in presen- za, teledidattica, didattica digitale in- tegrata, didattica inclusiva. Mai come in questo ultimo anno si è parlato di didattica non solo fra gli addetti ai lavori, ma anche fra i genitori, nell’opinione pubblica, nei media, nei social. Non possiamo dimenticare che abitiamo nella complessità dove tutto è in relazione con tutto. Certo i pedagogisti la considerano una scienza, scienza dell’istruzione nel suo più ampio significato, compito specifico della scuola (M. Baldacci), meraviglioso intreccio tra l’apprendimento e l’insegnamento. Certo da febbraio/marzo 2020 la scuola è dovuta passare dal caldo di sguardi, di gesti «pazienti e ricorsivi» (A. Canevaro), di toni di voce rassicuranti o inquisitori al freddo dei dispositivi tecnologici e digitali. Quella tecnologia, non sempre praticata nelle scuole, che fino ad allora isolava dall’u- mano è passata a connettersi con l’umano, che improvvisamente è diventato orfano pro- prio di quelle emozioni che rendono unica la relazione educativa e favoriscono apprendi- menti significativi attraverso la mediazione dell’insegnamento. Tutta la diatriba tra detrattori e sosteni- tori della didattica a distanza (DAD) o della didattica in presenza (DIP), forse potrebbe raggiungere un equilibrio insperato se riflet- tessimo su un ambiente di apprendimento che non può prescindere, al di là degli spazi fisici o virtuali, da: — la centralità dell’alunno e la respon- sabilità nella costruzione del proprio apprendimento — una didattica centrata sull’esperienza, contestualizzata nella realtà, fatta di compiti significativi — un approccio all’apprendimento preva- lentemente induttivo, meno passivo e più autonomo — l’affidamento all’alunno, oltre alla re- sponsabilità, di progettualità e presa di decisioni Un ambiente di apprendimento così defi- nito per favorire tutto il potenziale di ogni alunno implica nei docenti: — l’attenzione agli aspetti affettivo-emoti- vi dell’apprendimento come la curiosità, l’interesse, la significatività, la fiducia, l’empatia — l’assunzione di responsabilità educativa, perché la scuola è sì il luogo dell’istru- zione, ma anche della formazione del- la persona e del cittadino autonomo e responsabile, per perseguire l’obiettivo dell’interdipendenza dialettica tra istru- zione e formazione, per dare risposta alle grandi domande di senso e di significato, in termini socio - affettivi e valoriali — la consapevolezza di essere mediato- re, facilitatore e tutor, non semplice trasmettitore — l’attenzione ai differenti stili e modi di apprendimento degli alunni, per rendere la scuola veramente inclusiva. Se si parte da questi assunti ogni tipo di didattica (DAD, DIP, DDI) può trovare la pro- pria dignità e il proprio valore adattandosi al contesto interno e, ahimè, esterno in questo difficile momento della nostra storia, pur se sappiamo che i più piccoli, i più fragili, i più votati alla dispersione proprio nella relazione trovano linfa per apprendere e rimanere uniti a quella scuola, che può mantenere in vita il legame debole con l’apprendere. La DAD ha pervaso i mesi primaverili, si è trasformata in Didattica Digitale Integrata (DDI) supportata da Regolamenti e Piani co- me previsto dalle Linee guida ministeriali di SE LA DAD NON BASTA. SCUOLA E DIDATTICA AD UN ANNO DALL’INIZIO DELLA PANDEMIA Paola Bortoletto, Dirigente scolastico

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