La Scuola e l'Uomo - n. 3-4-Marzo-Aprile 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2021 31 100%: si è sentito parlare di i banchi con le rotelle, protezioni in plexiglas per separare i banchi e così via, tutte idee che si sono rivelate inutili. Da settembre, la didattica in presenza a Firenze è passata nell’arco di due mesi da essere al 50%, al 75%, al 100%, al 25% fino a tornare a una totalità di Dad. Io ritengo dunque che, nonostante i vari tenta- tivi da parte del ministero, il lavoro fatto si sia rivelato inutile: i trasporti non sono stati incrementati, cosi come gli spazi nelle scuo- le, e addirittura molte classi avevano ancora cattedre vuote. A questo punto, io credo che forse sarebbe stato meglio prepararsi nel mo- do migliore ad affrontare la Dad, invece di tentare invano di riaprire le scuole perché, come già detto, per una scuola come la mia che si è mossa bene, ce ne sono molte altre che non hanno avuto modo di prepararsi a do- vere e l’unica conseguenza è stata quella di far rialzare la curva di contagi (con relativa diminuzione dell’età media dei contagiati). In questo periodo in Toscana la didattica si sta svolgendo al 50% in Dad, cosa che fa più male che bene alla vita di uno studente: i professori non si fidano della Dad e dei loro studenti, dunque verificano le conoscenze dei singoli solo nella settimana in presenza; i diritti che spetterebbero agli studenti (ad esempio nella mia scuola fare quattro veri- fiche scritte è vietato dal regolamento) non vengono considerati per la «corsa alle valu- tazioni» che i docenti applicano. Anche io, nel mio piccolo, preferisco la di- dattica in presenza, e vorrei che fosse possi- bile tornare a scuola al 100% in sicurezza, ma siccome non sembra possibile, forse sarebbe meglio adattarsi a dovere alla situazione che ci circonda. Enrico Lepri - Vittorio Lorenzini - Francesco Vagaggini La didattica a distanza Sappiamo tutti ormai, anche chi non è stu- dente, cosa intendiamo quando sentiamo l’a- cronimo Dad, ma raramente ne analizziamo in modo approfondito i vari aspetti. Per quanto se ne dica la gestione delle scuole allo scoppio della pandemia è stata tutto sommato positiva, la didattica digitale che aumentare la disparità tra le persone. Chiunque deve avere la possibilità di andar- ci, di viverla, di cambiarla e di farsi cambia- re. Ne va del nostro futuro. La Dad offre la possibilità di prendere quei bei voti su cui solo teoricamente sei giudicato anche sen- za merito (e forse a qualcuno basta questo), ma impedisce la vera crescita della persona a danno della società oltre che della persona stessa: i momenti che abbiamo perso non ce li renderà nessuno. Per questo il governo mi ha delusa. Speravo che ci fosse più interesse per la scuo- la. Capisco la situazione difficile, i problemi economici, la salute delle persone ecc., ma se tenendo la scuole aperte il paese non ri- conosce un beneficio economico immediato, deve tenere conto che perde ragazzi che un giorno diventeranno adulti e saranno quelli che prenderanno le decisioni. Quindi chiedo attenzione e uno sguardo responsabile nel lungo periodo. La scuola è importante e la Dad non è scuola. Lo è solo per una piccola parte della popolazione, quella fortunata. Penso invece a tutta quella fascia di ragazzi per i quali la scuola è l’unico punto di rife- rimento educativo in termini di legalità, di senso civico, di rispetto per le regole, l’am- biente, le persone, spesso l’unica possibilità per offrire un’alternativa sana. Purtroppo una grande fetta di questi ragazzi ha mollato perché ha perso questo supporto essenziale. Cosa sarà di loro? Quale prezzo pagherà la società in futuro per questo? Roberto Greco I professori non si fidano Per mia fortuna, rispetto a molte altre situazioni, il mio liceo è stato in grado fin dal principio della pandemia di ricorrere ai giusti mezzi per la Dad: infatti, già a marzo 2020 la scuola ha fornito a ogni studente le credenziali per accedere a una piattaforma didattica online e ha fornito dei dispositivi elettronici in «comodato d’uso». Il problema, per me, si è presentato con l’arrivo del nuovo anno scolastico, in quan- to il sistema scolastico non è stato in grado, nonostante il trascorrere di vari mesi, di age- volare il rientro in sicurezza in presenza al

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