La Scuola e l'Uomo - n. 3-4-Marzo-Aprile 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2021 29 2. La Dad alternata alla didattica in presenza Per quanto riguarda la didattica in presen- za al 50%, che abbiamo avuto modo di spe- rimentare negli ultimi mesi, va sottolineato il problema della distribuzione del carico di lavoro. Le direttive del governo hanno lasciato li- bertà alle scuole sulla gestione e divisione dei giorni in Dad, e di conseguenza ogni istituto ha agito come meglio credeva. Il nostro liceo ha deciso di alternare una settimana in pre- senza e una online . Inizialmente non credevo fosse la scelta migliore, ma, a conti fatti, si è rivelata relativamente buona. Da amici e conoscenti che frequentano altre scuole mi sono state raccontate situazioni al limite del tragicomico. In alcuni casi le classi sono sta- te divise in due gruppi: il professore svolge sempre la lezione in aula, mentre la classe è metà in presenza e metà connessa via web; il tutto a giorni alterni. È evidente che come soluzione è di gran lunga più difficoltosa e intricata: gli alunni a casa sono abbandonati a se stessi, e non mancano problemi di au- dio e di rete scolastica. Non serve spiegare quanto sia difficile per un professore gestire un quadro del genere. Nonostante la miglior organizzazione della nostra scuola, alcune criticità della didattica al 50% vanno sottolineate. La settimana in presenza viene sfruttata da ogni professore per mettere più valutazioni possibili. Gran parte del corpo docente preferisce inoltre non interrogare durante la settimana di Dad, e questo, insieme ai compiti scritti, rende la settimana in presenza carica di studio e difficile da affrontare. Quella che quindi po- trebbe essere l’occasione per recuperare una piccola parte della nostra quotidianità persa, si trasforma in un periodo di forte pressione e stress, dove più che mai si sente la mancanza della socialità. Parlando di quotidianità tornano subito alla mente quelle che, fino all’anno scorso, erano le normali giornate scolastiche. Piccole abitudini apparentemente insignificanti sem- brano adesso mancare moltissimo: passeggia- re per la scuola durante la ricreazione, fare la fila per prendere un panino, o scambiare due parole con amici di altre classi. re coinvolgenti, e non soporiferi, è forse tra i più desiderati da tutto il corpo docenti. Non avendo però idea di come ci si senta dall’al- tro lato della cattedra, davanti a una ventina di facce assonnate, mi limiterò a esporre il punto di vista della terribile categoria a cui appartengo: quella dello studente. Uno dei problemi della didattica a distan- za che talvolta viene trascurato è il mante- nimento della concentrazione dal lato di chi ascolta. Affiancato ai tanti problemi informa- tici sorge infatti l’aumento della difficoltà nel seguire le spiegazioni. Per i tanti a cui risulta difficile evitare di distrarsi anche in classe in presenza, nel momento in cui su- bentra la Dad gli ostacoli si moltiplicano. In un ambiente come la propria casa, dove ognuno si sente completamente a proprio agio, si è circondati da motivi di distrazione e occasioni di svago. Lo schermo del computer, inoltre, esenta noi studenti da quasi ogni tipo di controllo da parte del professore. Vista la nostra età e il tipo di scuola che abbiamo scelto, sarebbe naturale pensare che non ci sarebbe più bisogno di essere sorvegliati da un docente: la scuola dell’obbligo è finita da un pezzo, e ognuno studia per interesse per- sonale. Il problema sorge dal momento che, nonostante le buone intenzioni e la volontà di rimanere attenti durante le lezioni, può capitare di essere vinti dalle distrazioni in modo del tutto involontario. E allora dietro ogni piccolo e insignificante oggetto sulla scrivania si nasconde un mondo di pensieri, dove la mente si immerge e inizia a vagabon- dare. Solo quando finalmente ci si accorge di esser rimasti «incantati», si scopre che l’in- segnante è andato avanti con la spiegazione. In alcune materie è fondamentale seguire ogni passaggio e queste piccole sviste, se ri- petute, diventano rischiose. Ovviamente non voglio giustificare lo stu- dente distratto trasformandolo in vittima, ma solo far luce su uno dei problemi della didat- tica a distanza. Ciò che può aiutare a tenere viva la classe online sono indiscutibilmente le domande. Sapere di dover stare attenti, per poi poter rispondere correttamente al pro- fessore, può essere molto stimolante. Le ri- chieste devono però essere rivolte al singolo, cosicché non siano sempre le stesse persone a prendere la parola.

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