La Scuola e l'Uomo - n. 3-4-Marzo-Aprile 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2021 25 nale che insieme edificano il progetto di « uomo e cittadino » e che l’azione didattica sviluppa attraverso le attività d’insegnamen- to curriculare. I docenti nel formulare il giudizio, usando parole semplici e chiare, in coerenza all’ef- fettiva didattica svolta, analizzano e de- scrivono il percorso didattico realizzato nel quadrimestre, i contenuti appresi, le abilità esercitate, i traguardi raggiunti e il livello di competenza acquisito nei diversi ambiti disciplinari e che «fotografano» il singolo bambino, tracciando per ciascuno quasi un graduale «piano di miglioramento» dei punti deboli. Prende così avvio il nuovo cammino di « pedagogia delle competenze » che inse- gna a formulare giudizi per i diversi ambiti disciplinari. Nella scheda è previsto lo spazio riser- vato al « giudizio globale» per descrivere il comportamento, l’educazione, il rispetto per gli altri: compagni e adulti – e il rispet- to per le cose, Poiché tale comportamento, segno dell’educazione impartita dalla fa- miglia, a volte non corrisponde adeguata- mente al rendimento scolastico, nel giudizio globale, occorrerà evitare l’uso di formule generiche, o di espressioni standardizzate che non rispondono effettivamente ai « bi- sogni di ciascuno ». L’anno scolastico segnato dalla pande- mia e dalle difficoltà organizzative dell’av- vio delle lezioni in presenza nella Scuola Primaria ha messo in ombra la questione della valutazione con i giudizi e nelle atti- vità svolte in classe e nei compiti a casa si è continuato ad usare le espressioni: « Bene, Bravo, Bravissimo », note di merito e d’inco- raggiamento, oppure faccine, stelline, cuo- ricini o altri simboli. In questa fase di fine quadrimestre specie gli insegnanti nuovi, i supplenti, gli «incarica- ti Covid» si trovano in difficoltà nella formu- lazione dei «giudizi» perciò ci sembra utile riproporre il «metodo valutativo» adottato dal maestro Alberto Manzi sulle pagelle dei suoi non giovani allievi quando scriveva: « Fa quel che può, quel che non può non fa», di- mostrandosi un attento professionista dell’e- ducazione, capace di « Saper guardare tutti ed osservare ciascuno». Il voto, espressione della «misura» di quantità, di «accertamento di un prodot- to», è stato considerato «un imbarazzante neo» della scuola delle competenze che, invece, privilegia il «processo», anziché il «prodotto». Nella prassi quotidiana la valutazione qua- litativa e descrittiva spiega e valorizza l’e- voluzione dell’apprendimento e l’impegno esercitato, tenendo conto dei differenti ritmi di crescita e dei diversi livelli di partenza. La valutazione scolastica ha la caratteri- stica, l’attributo e la qualità di essere: « for- mativa», indirizzata cioè non a «misurare« ciò che il bambino sa, bensì a «descrivere» il processo che lo aiuta a « saper fare», eviden- ziando anche eventuali difficoltà e ostaco- li. Tutti questi elementi non possono essere contenuti nel voto numerico. La valutazione formativa ha le caratteristi- che di « orientamento, guida, accompagna- mento» , diventa espressione del « prendersi cura «dell’alunno, del « saper rispondere ai bisogni di ciascuno ». La migliore valutazione, alla scuola prima- ria è, appunto, quella che « sostiene la cre- scita dei bambini, potenziandone i punti di forza e accogliendone i punti deboli, attra- verso un percorso che consenta a ciascuno di progredire, indicando cosa fare meglio e non limitandosi ad evidenziare gli errori». Formazione e dialogo con i genitori Uno degli esercizi essenziali per dare si- gnificato e valore alla Scheda di valutazione «senza voti», oltre alla puntuale azione for- mativa del Personale docente, è l’indispen- sabile «accompagnamento» nei confronti dei genitori, che favorisca un reale e costruttivo « dialogo educativo » convergente nella ricer- ca del « miglior bene » del bambino. Nell’incontro «scuola famiglia», dovreb- be poter scomparire la domanda dei ge- nitori: « A quale voto corrisponde questo giudizio ?» oppure «Cosa vuol dire livello intermedio ? La descrizione delle abilità esercitate nella direzione delle competenze dovrebbe apparire chiara e nitida dalle parole usate nella scheda per descrivere il graduale pro- cesso di crescita culturale, sociale, relazio-

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=