La Scuola e l'Uomo - n. 3-4-Marzo-Aprile 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2021 16 posizione delle questioni; quale signorilità nel possesso sicuro delle diverse teorie…; quale rapidità elegante, quale disinvolta semplicità di procedimenti». In quel modo, cioè, che induce Andrea Vico a presentare, in un suo articolo nella ricorrenza dell’Anno Mondiale della Matematica, questa disciplina come L’ELEGANZA DEL PENSIERO (6). Un titolo, questo, che taglia corto sul di- lemma se la matematica possa essere consi- derata «disciplina umanistica» o sia soltan- to «tecnica operativa». Dato che si tratta dell’eleganza del lato più peculiare dell’es- sere umano, rispetto al quale diventa pure secondario il fatto che essa sia «la scienza più astratta e formale, ma anche la più utile…». Non meno lusinghiero sul lato umanistico della matematica il giudizio espresso da D.E. SMITH nel saggio Matematici e poeti, pub- blicato a New York nel 1947, dove si legge : «La matematica è generalmente consi derata proprio agli antipodi della poesia. Eppure la matematica e la poesia sono nella più stretta parentela, perché entrambe sono il frutto, dell’immaginazione: la poesia è creazione, finzione; e la matematica è stata detta da un suo ammiratore la più sublime e la più Un sentimento – perché di sentimento si tratta – che ancora lui esplicita con le paro- le di uno dei più illustri accademici (anche Presidente della Accademia Nazionale dei Lincei dal 1968 al 1973 e dal 1976 al 1977) del secolo ventesimo quale fu Beniamino Segre (1903-1977), del quale egli traccia un pro- filo di scrittore di matematica in un numero di Nuova Antologia del 1974 (4): « Gli aspetti logici, estetici e propriamente filosofici del- la matematica – misconosciuti da Croce che riteneva tale disciplina basata solo su pseu- do-concetti – hanno tanto valore Educativo e rappresentano tali conquiste dello spirito umano, da dovere trovare posto in qualsia- si insegnamento che voglia dirsi veramente formativo ». Con l’aggiunta assai significativa sul lato estetico che « Il mondo astratto delle matematiche è forse non meno ricco e sug- gestivo di quello fisico e altrettanto meravi- glioso e fantastico di quello mitologico… le avventure del pensiero da cui è, ad esempio, scaturito il calcolo infinitesimale o quelle che, a partire dalle geometrie non euclidee, hanno condotto alla teoria della relatività, sono tra le più affascinanti e mirabili ed ono- rifiche per lo spirito umano » . Onde ha senso parlare di bellezza della matematica in sé e non per gli effetti esteti- ci della sua applicazione, ma per il fatto che – secondo lo Scorza - « talune delle sue più elevate teorie, quando siano contemplate nel loro insieme, nel loro armonico dispiegarsi in sistemi coerenti e compatti, di quella vera- mente ferrea coerenza e di quella veramente solida compattezza di cui sarebbe vano cer- care esempi più imponenti in altri campi del- lo scibile umano, danno tale un’impressione di alta e pura Bellezza quale sono capaci di suscitare le più ispirate poesie e le pagine di musica più potentemente suggestive» (5) . Una bellezza che, per la sua inusitata e peculiare caratteristica, traluce nella co- municazione del maestro se questi ha la competenza, la passione, e la facondia at- te a tradurla in simboli e parole, come Luigi Bianchi secondo la nostalgica testimonianza di Gaetano Scorza: «Quale chiarezza nella (4) L. L ombardo -R adice , Uno scrittore di matematica , in Nuova Antologia, 2083, (1974) (5) G. S corza , La matematica come arte , in loc. cit, , p. 163 (6) A. V ico , L’eleganza del pensiero , Famiglia Cristiana, n. 13/2000

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