La Scuola e l'Uomo - n. 3-4-Marzo-Aprile 2021
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2021 11 A tal fine, ad esito del processo di pro- grammazione, ogni amministrazione predi- spone un Piano triennale di formazione del personale, da adottarsi entro il 30 giugno di ogni anno, in cui vanno illustrati le esigenze formative e gli interventi programmati. Tale Piano va trasmesso al DFP, al MEF e al Comitato per il coordinamento delle scuole pubbliche di formazione che redige il «Programma triennale delle attività di for- mazione dei dirigenti e funzionari pubblici», secondo il criterio della programmazione a scorrimento, entro il 31 ottobre di ogni anno (3). La predisposizione del Piano è preceduta da una fase di rilevazione ex ante dei fab- bisogni formativi del personale e seguita da un’attività di valutazione ex post della for- mazione erogata nell’anno precedente. Scopo di tale ciclo è garantire una forma- zione quanto più rispondente alle effettive esigenze del personale e degli uffici, in grado di colmare i gap formativi esistenti. La formazione dello smart worker prima dell’emergenza sanitaria Già in epoca «pre-Covid» è emersa l’esi- genza di valorizzare la formazione del lavo- ratore in modalità agile. Nel 2017, il legislatore ha affermato il diritto del lavoratore impiegato in modali- tà agile «all’apprendimento permanente, in ministrazione (SNA) cui, ex lege , devono prioritariamente rivolgersi (1). La partecipazione ai corsi è aperta ai di- pendenti di pubbliche amministrazioni, di gestori di servizi pubblici, di istituzioni e di imprese private. Per i dipendenti delle amministrazioni centrali, degli Organi costituzionali, delle Autorità indipendenti e dell’Istat la fre- quenza dei corsi di formazione a catalogo è gratuita. Un’ulteriore opportunità formativa rivol- ta ai dipendenti della P.A. è rappresentata dal progetto Inps «Valore PA» . Il programma prevede corsi di formazione erogati da atenei italiani in collaborazione con soggetti pubblici e privati, ripartiti su due livelli: I livello e II livello («alta forma- zione»), quest’ultimo suddiviso, a sua volta, in II livello tipo A e II livello tipo B. La partecipazione ai corsi non prevede costi a carico delle Amministrazioni di ap- partenenza; tuttavia, l’accesso è limitato ad un numero predeterminato di candidati che vanno, pertanto, previamente selezionati. A tali canali si aggiungono le attività for- mative erogate dalle amministrazioni me- diante organismi propri di formazione o me- diante il ricorso a soggetti terzi. Il ciclo di programmazione della formazione La trasparenza e la qualità della formazio- ne esigono un adeguato processo di program- mazione delle attività formative, basato su un’attenta analisi dei fabbisogni. La direttiva n. 10 del 30 luglio 2010 del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione fornisce alcune importanti in- dicazioni sul punto. Le disposizioni ministeriali mirano a con- temperare l’esigenza di contenimento dei co- sti perseguita dal legislatore (2) con la neces- sità di garantire la qualità della formazione. (1) Si veda il DPR 70/2013 (2) La l. 122/2010, di conversione del d.l. 78/2010, stabilisce che «A decorrere dall’anno 2011 la spesa annua sostenuta dalle amministrazioni pubbliche… per attività esclusivamente di formazione deve essere non superiore al 50% della spesa sostenuta nell’anno 2009». Inoltre, le attività formative devono essere prioritariamente svolte tramite la Scuola superiore della pubblica amministrazione ovvero tramite i propri organismi di formazione. (3) Art. 8, c. 2 DPR 70/2013
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