Marzo-Aprile 2019

31 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2019 to. noi dovremmo affermare, infatti, che è tutto il percorso degli studi, e non soltanto quello primario, a dover esser garantito dal diritto all’istruzione e questo deve diventa- re un diritto inviolabile del cittadino in quanto tale, caricando sull’organizzazione dello Stato l’organizzazione pratica. l’istru- zione rappresenta, per ogni essere umano, e per ogni democrazia, uno dei canali attra- verso i quali la società cresce, sono conten- to che Rosalba candela abbia riproposto questa tematica, e per questo vi dico che il mondo cattolico a questo proposito andava su fronti di una finezza culturale che non era quella di tutto il mondo democratico italiano. Sono il primo a riconoscere certi ritardi, ma allora bisogna che sempre più cambiamo il senso della nostra azione edu- cativo-scolastica partendo da una revisione del concetto del diritto all’istruzione, che si deve affermare in modo brutale, secco, de- finitorio da non lasciare equivoci, anche perché tutti siamo convinti che nella socie- tà attuale il peso dell’istruzione e della cul- tura è diventato preponderante per il risul- tato sociale del paese e anche per il risulta- to economico, quindi per la sua capacità di crescita. quando io sono entrato al quarto ginna- sio ho perso la metà dei miei compagni di scuola della terza media, perché quella era la società di allora ed è solo qualche anno fa che questo succedeva. l'accesso progres- sivo di tutti all'istruzione è migliorato, noi diplomiamo il 75% della popolazione con esame finale in tutti gli istituti secondari superiori, quindi una cifra rispettabile non siamo vicini alla totalità, anche se la fre- quenza negli ultimi anni della scuola arriva fino al 96/97%, ci sono però altri paesi che arrivano al titolo con percentuali di questo tipo. la situazione è cambiata da quando molti di noi andavano alla secondaria supe- riore, che era una scuola di forte selezione sociale, che poi è stata tamponata con l’istituzione degli istituti secondari superio- ri di istruzione professionale. Abbiamo cer- cato di dare comunque un titolo a tutti con la formazione professionale ma permangono differenze culturali e sociali che non rendo- no effettiva la generalizzazione della scola- rizzazione nella secondaria. noi abbiamo bi- sogno parlando di scuola di volare alto per- ché oggi la filosofia dell'istruzione è la filo- sofia della società, perché oggi il senso del curriculum non è il senso del programma scolastico della prima metà del novecento, perché curricolo sta a indicare un percorso formativo che ha una caratterizzazione per ciascun allievo. Sentendo qui ricordare la fi- gura di cesarina sono stato portato a spo- stare la prima parte del mio intervento su questa tematica più di filosofia dell'istruzio- ne, di pensiero profondo, di essenza di cosa è l’istruzione perché questi erano i temi che noi due affrontavamo e che rendeva a noi più plausibile l’impegno messo nella po- litica educativa in questi anni. la nostra costituzione, che ha tutti quei meriti straordinari che vi ho citato, scritta da persone intellettualmente di peso, avrebbe bisogno, nell’ambito dell’istruzio- ne, di interventi come quelli di costantino Mortati, per affermare senza alcun’ombra che tutti devono andare a scuola fino al massimo grado e non solo i capaci e merite- voli, ma come legislatori e/o politici, dob- biamo porci il tema di come raggiungere questo obiettivo formativo per tutti. la scuola è il mondo dei docenti, l’attivi- tà caratterizzante la scuola è la docenza e quindi tutte le regole che la disciplinano, le figure professionali che la incarnano, le for- me attraverso le quali si organizza scientifi- camente e pedagogicamente riguardano il docente. è vero, senza docenti non c’è scuola, ma bisogna progettarla anche in modo che tenga conto dell'offerta formati- va, di come questa si prospetta e si svolge riferendosi al contesto dei ragazzi e del ter- ritorio, alle condizioni sociali, alle differen- ze sociali nell’apprendimento giungendo al- l'estensione della scolarizzazione a tutti. questo ha portato a una differenziazione della composizione del corpo discente che è una composizione eterogenea non solo so- cialmente ma psicologicamente, cultural- mente, per propensione, per curiosità del singolo discente, per attitudine, per prefe- renza; per strutturare il curricolo dobbiamo partire da quello che è il corpo discente, dalla sua varietà di attitudini e di domanda di sapere che rende più ricca la nostra scuo-

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