Marzo-Aprile 2019
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2019 32 la ora che siamo arrivati al risultato formal- mente straordinario della partecipazione di tutti fino all'ultimo anno della secondaria superiore. Ai miei tempi si sapeva che sarebbe arri- vato un momento in cui scattava il meccani- smo della selezione, anche con l’espressio- ne diffusa ma cosa insisti con questo ragaz- zo, non vedi poverino che non ce la fa, ma che vada a zappare… questa è la frase più iniqua che possa dire un docente perché esclude un ragazzo più fragile senza porsi il problema del perché e delle responsabilità della struttura scolastica che non ne favori- sce la crescita. c’è differenza tra gli esseri umani ma questa non può e non deve essere causa di ingiustizia sociale ed educativa, l’offerta formativa deve riuscire a recupe- rare queste differenze. una delle forme di recupero è quella di utilizzare positivamen- te le diversità, un paese tanto più è diverso tanto più può e deve essere democratico, quindi la diversità presente nei discenti non è una causa di arretratezza e non va spiana- ta con la pialla, rendendo tutti uguali, anzi la presenza delle differenze è una condizio- ne di crescita dei singoli che compongono la società complessa. noi dobbiamo partire dal fatto che la ricchezza della scuola è nella disomogeneità del suo corpo discente e che su questo va calibrata una politica scolasti- ca efficace ed equa perché sfrutta le attitu- dini e preferenze, le disponibilità d'animo, le vocazioni di tutti. io ho un santone che mi accompagna, si chiama platone, che si è inventato un termine ancora più caro a tutti noi: l’ eros che introduce alla conoscenza empatica, che ci spinge anche a conoscere l’empatia delle cose che ci circondano e, attraverso questo, l’ eros ci spinge alla co- noscenza intellegibile, il verbo intelligere che vuol dire capire. nella vita dei discenti c’è un momento in cui, attraverso la spinta dell’ eros , si giunge al piacere della cono- scenza , che fa sì che si desideri conoscere sempre più e lo si faccia con gioia e dando il doppio e non considerando la scuola come un penoso dovere. Se noi progettiamo la scuola come una pena, il rendimento della politica scolastica precipita, è necessario allora introdurre elementi di partecipazione emotiva o addirittura di piacere, offrire una scuola che attragga. Voi avete parlato addi- rittura di sogno, sono convinto che una scuola dove non si sogna ogni tanto è me- glio chiuderla. Ma è questa l’idea di scuola sognante che oggi molti hanno, anche nel- l’opinione pubblica? no, quella loro è la scuola dei compiti, del dovere e dell’obbli- mentre noi dobbiamo seguire un’ispirazione diversa, introdurre nel curriculum sia una conoscenza disciplinare forte e concentrata sia un’offerta formativa che solleciti inte- ressi diversi: così si fa una scuola per tutti. oggi invece possiamo proporre un’offerta formativa in forme diverse come è naturale che sia e quindi è giusto e doveroso cono- scere le discipline ma in questa offerta ci deve essere anche un’alta componente di spinta, di sollecitazione ad apprendere, di incuriosire ad apprendere, di appassionare ad apprendere in cui bisogna introdurre l’ eros di platone. quindi noi partiamo da platone, come testimonial , partiamo dalla vetta del pensiero umano introducendo il discorso della valenza del piacere . questo ci porta alla mia convinzione che condivido con tutte voi, che una scuola senza l’arte non è una scuola accettabile. Ma purtroppo nella nostra scuola è stata esclusa voluta- mente la pratica artistica e per me la prima arte è la musica. Sono del parere, perché sono frivolo, che se tutti i giorni a scuola prima di iniziare la lezione si cantasse sa- rebbe un altro mondo. il bambino prima strilla poi canta e poi parla e l’esigenza di esprimere pulsioni artistiche è presente in ogni essere umano, qualunque sia la diffe- renza di intelligenza, di sensibilità, di cultu- ra ecc. e allora come fa il mondo della scuola a non partire da questo, a dare lo stesso spazio all’ onus e all’ eros intellegibi- le? il mondo politico è poco sensibile a que- sto aspetto, ecco perché ne parlo con voi che mi capite pienamente, il problema oggi è quello di trovare un equilibrio tra l’ onus e l’ arte/eros , l’uomo è tutt’e due le cose. le conoscenze scientifiche ci stanno svelando la mente dei nostri bambini e ragazzi, che un tempo soltanto l’intuito docente cono- sceva e capiva, ora invece le ricerche ci forniscono una base scientifica che ci dice che le due disposizioni d’animo, onus e eros devono andare di pari passo. Se seguiamo
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