Marzo-Aprile 2019
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2019 28 portatore di handicap avrà un’accessibilità diversa, ma lo strumento resta identico, ec- co perché lo consideriamo uno strumento di inclusione. come per anni abbiamo garanti- to la gratuità dei libri di testo, ora dobbia- mo portare le istituzioni e il Ministero ad adottare per tutti questo strumento, pro- prio perché è utile. la scuola italiana deve comprendere che il digitale può modificare il modello di le- zione, introducendo la presenza di penne capacitive evolute ha reso il tablet assimi- labile ai quaderni cartacei, con il vantaggio di poter usufruire della ricchezza inestima- bile di applicazioni gratuite e scaricabili, che consentono di potenziare la tecnicalità di base, la creatività e il pensiero critico realizzando in tal modo la personalizzazione degli apprendimenti. tutto questo sarà an- cora più efficace se l’aula sarà rimpiazzata da uno spazio aperto, frequentato da tutti gli studenti che parteciperanno ai laboratori in base a personali libere scelte. è importante anche che si diffonda la concezione dell ’errore come inevitabile chiave di apprendimento. pensate un attimo a cosa succedeva nella classe del passato, dove il professore assegnava il compito e il ragazzo lo svolgeva e poi il docente correg- geva il compito sottolineando l’errore con la penna rossa e blu e di conseguenza metteva il voto. quasi sempre l’errore era solo evi- denziato senza essere utilizzato per giunge- re a una comprensione chiara e corretta. Adesso invece l’errore ha un altro senso, come per esempio quando i ragazzi svolgono un percorso di coding e devono confrontarsi con la macchina l’errore viene segnalato e loro si devono autocorreggere quindi non so- lo riconoscono immediatamente l’errore, perché l’obbiettivo non viene raggiunto, poi percepiscono l’errore come un tentativo, anche se sbagliato, per raggiungere l’obbiet- tivo. questa modalità di rilevamento del- l’errore e di ricerca di autocorrezione deve diventare patrimonio della scuola italiana. concludendo suggerisco in parlamento di spostare l’Alternanza Scuola lavoro dal- l’istruzione all’apprendimento attraverso esperienze di action learning, di coding , ecc… sfruttiamo le tecnologie! le competenze che vengono ritenute as- solutamente necessarie per vivere e lavora- re nel nostro tempo danno per conseguiti gli apprendimenti di base e richiedono di impa- rare altro non stando seduto o dietro un banco ma agendo e praticando l’osservazio- ne, la capacità critica, il problem solving , il pensiero complesso e il team working cioè lavorare insieme fattivamente. puntare non più e non solo sull’educazio- ne alla produttività con compiti e voti, ma con più cultura ed impresa, più auto im- prenditorialità; in futuro saranno pochissimi i posti fissi però se hai una mentalità per cui sai anche inventarti il lavoro giorno do- po giorno, sei hai una mentalità imprendito- riale e soprattutto hai una mentalità da in- dipendente più che da dipendente troverai una possibilità di lavoro. oggi le società si aspettano che anche i dipendenti siano indi- pendenti cioè abbiano quella marcia in più da suggerire innovazioni o variazioni. Sareb- bero utile più apprendistato formativo, la- vorare attraverso i tutor , più flessibilità nei percorsi con agganci nel mondo del lavoro, più cultura scientifica, internazionalizzazio- ne, stage all’estero, scambi culturali in eu- ropa e nel mondo. infine proprio attraverso l’autonomia delle istituzioni scolastiche sa- rebbe opportuno lavorare per la realizzazio- ne di più reti orizzontali e territoriali per l’innovazione e la ricerca: non chiudetevi nelle scuole, l’autonomia non deve essere solo nei confronti del Ministero ma deve an- che creare rapporti, relazioni e agganci nel territorio. Ricordiamo sempre soprattutto per quei ragazzi e ragazze della scuola se- condaria di primo grado, quando devono orientarsi per la scelta delle superiori, che la forza della nostra economia è legata alle quattro A (Abbigliamento, Arredamento, Agroalimentare, Automazione) o alle tre F ( Fashion, Food, Forniture e qualcuno ag- giunge anche la F di Ferrari). dobbiamo mantenere il primato delle quattro A e tre F a tutti i livelli, abbiamo bisogno di ragazzi e ragazze che possano trovare una motivazio- ne. in particolare teniamo presente l’oppor- tunità dell’industria su misura che poi è l’artigianato, che oggi ci fa essere la secon- da potenza manifatturiera europea e che può salvarci davvero. Vi lascio con questo messaggio.
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