Marzo-Aprile 2019
25 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2019 Valentina Aprea, VII Commissione (Cultura, Scienza, Istruzione) Camera dei Deputati l’ uciiM ha fornito alla scuola italiana tanta ricchezza pedagogica e didat- tica e tra le persone che si sono de- dicate, sono tante le amiche e gli amici che ho ritrovato qui, conosciute nel corso degli anni e mi fa piacere essere con voi oggi. An- che per me questo anniversario dell’autono- mia scolastica rappresenta un punto di svol- ta rispetto a cose che abbiamo tentato di fare, qualcosa abbiamo fatto, ma molto an- cora resta da fare. Ma prima di entrare in merito a questo tema voglio condividere una recente espe- rienza per me molto significativa. ho ac- compagnato dei giovani della formazione professionale lombarda a dubai, nell’ambito del progetto Millenians meet the future a conoscere il mondo che cambia. dubai è una regione anche relativamente vicina, perché sono solo cinque/sei ore di viaggio, che sta sfidando il mondo rispetto a realiz- zazioni architettoniche, incontri, relazioni, aspetti della vita e del mondo che verrà. Se vi recate a dubai, vedrete realizzazio- ni che vi costringono ad alzare gli occhi al cielo perché loro costruiscono grattacieli che si alzano dagli 800 m. a 1 Km in altez- za, e tutto è dominato dalla tecnologia. perché vi racconto questo? perché in questo viaggio ho portato i giovani meritevoli della formazione professionale della lombardia, ragazzi che si sono distinti in percorsi pro- fessionalizzanti e che sono già pronti per in- serirsi nel mondo del lavoro e loro sono tor- nati davvero entusiasti. Al termine di quella visita ho lasciato loro tre messaggi in ingle- se. dell’uso dell’inglese dovremmo parlare perché noi abbiamo avuto sempre una sorta di «chiusura» perché amiamo la nostra lin- gua, sappiamo di essere stati importanti e abbiamo dominato il mondo con il latino, questa è storia. però i tempi sono cambiati, non basta più conoscere l’italiano e il lati- no, se volete anche il greco, abbiamo biso- gno di nuovi linguaggi: inglese e informati- ca. dunque alla conclusione di questo viag- gio ho detto loro: « Ragazzi vi lascio tre messaggi, così voi sapete che potete sem- pre trovare la forza di ricominciare parten- do da questo ». «I have a dream» dobbiamo avere sempre un sogno, guai se non conti- nuiamo ad avere un sogno, un’ambizione, un qualcosa che non si è ancora realizzato, ma per il quale dobbiamo sempre combat- tere, lavorare e agire. Se poi siamo cattoli- ci, abbiamo evidentemente un motivo in più per sperare e agire. la seconda espressione l’abbiamo trovata come slogan di un centro culturale della cultura islamica che ricerca il dialogo con tutte le altre religioni ed era « open doors» «open your mind » cioè «apri le porte» e soprattutto «apri la mente». dunque finché sei chiuso, troverai soltanto negatività e non riuscirai a costruire i famo- si ponti per andare avanti. la terza espressione è quella del tema che ha scelto dubai per l’expo 2020: « Con- necting minds, creating the future » quindi la connessione delle menti servirà a creare il futuro. ora ai ragazzi ho detto di lavorare SAluto dell’on. VAlentinA ApReA
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