Marzo-Aprile 2019

21 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2019 ad essere in gioco, è quindi opportuno che la famiglia più che a regole e divieti pre- fissati, opti per soluzioni negoziali del problema, le più efficaci. negoziare le re- gole non significa «scendere a patti» con i figli, né retrocedere rispetto a degli stan- dard più esigenti, ma costruire con loro in maniera collaborativa un sistema di criteri che sia ritenuto adeguato – e realistico - da entrambe le parti. • Il valore della dieta : per molti stili di vi- ta, e anche per l’esposizione al mondo di- gitale, «un po’ di dieta fa sicuramente bene» . Avere spazi e tempi in cui si dice con forza «adesso no!» consente infatti di capire meglio il valore e la potenza di questi strumenti. Spegnere i cellulari quando si pranza o si cena insieme (o al- meno non rispondere subito agli sms) è un piccolo sacrificio, che si può chiedere an- che con decisione, perché consente di far capire che «si può vivere anche senza es- sere connessi al web». Ma se lo si chiede ai propri figli, devono essere i genitori per primi a lasciare il cellulare spento, con ri- gore e coerenza: perché l’educazione in famiglia è più una questione di occhi che una questione di orecchie: i figli imparano molto di più da come vivono i genitori, da quello che fanno (e che i figli vedono), che non dalle parole (troppo spesso «pre- diche») che vengono dette. • Per i molto piccoli: a piccole dosi, e ac- compagnati : un’attenzione speciale è necessaria per i bambini molto piccoli, che sono sorprendentemente capaci di muoversi negli innovativi processi intuiti- vi e non verbali dei nuovi strumenti, ma proprio per questo sono ancora più espo- sti (e fragili) a condizionamenti e a rischi rispetto ai processi di apprendimento, ai contenuti accessibili, all’estraniamento in un mondo pieno di colori, di suoni, di immagini, di promesse. questo esige at- tenzione estrema sia all’uso autonomo degli schermi, sia rispetto al tempo di esposizione, sia sui contenuti da rendere accessibili. • Farsi compagnia tra famiglie : è molto importante rompere il proprio isolamento e avere l’opportunità di confrontarsi con altre famiglie. essere in rete con altri ge- nitori aiuta di sicuro a non sentirsi da soli di fronte alle sfide educative, aiuta a mi- nimizzare le paure eccessive e ad inqua- drare i rischi effettivi. in questo caso le potenzialità virtuose dell’ibridazione digi- tale sono ancora più evidenti: si può fare rete tra famiglie perché ci si incontra all’uscita di scuola, o nei giardini pubblici del quartiere, ma questa stessa rete di re- lazioni faccia-a-faccia può essere ulterior- mente rinforzata sulla Rete digitale, con gruppi sui social . esemplare in questo am- bito l’esperienza delle social street , che connettono sul web le persone di una stessa strada o quartiere, rafforzando le comunicazioni, i legami, la circolazione delle informazioni, le possibilità di mobili- tazione, ma anche le interazioni non vir- tuali, faccia-a-faccia . • Informarsi, imparare, discernere, e so- prattutto non arrendersi: ogni persona (e non solo i genitori) deve accettare que- ste sfide attraverso una maggiore cono- scenza degli strumenti e dei fenomeni, ri- cercando nuove informazioni, affaccian- dosi anche su cosa consumano i propri fi- gli, facendo lo sforzo di praticare gli stru- menti e gli ambienti digitali che loro co- noscono, usano ed abitano. Serve maggio- re consapevolezza, maggiore riflessività, maggiore discernimento , inteso come ca- pacità di giudizio nel merito. in altre pa- role: tocca agli adulti il compito di non arrendersi, cioè non farsi chiudere fuori dalla porta delle stanze (reali e digitali) dei propri figli. provare a parlare, chiede- re, provare a navigare insieme, e se si viene respinti, provare ancora. il mondo della rete non è «virtuale», è un mondo reale: quindi bisogna abitarlo. • Riscoprire l’alleanza con la scuola: an- che la scuola, come spazio intrinsecamen- te educativo, è stata potentemente inve- stita dal «digital tsunami» , che diventa così un ulteriore ambito in cui genitori ed educatori devono ritrovare dialogo, comu- nicazione e sintonia (in effetti consentire l’uso didattico e regolato a scuola dei vari devices digitali offrirebbe ai ragazzi un’esperienza protetta, in cui essere ac- compagnati ad un «uso appropriato» di questi nuovi strumenti).

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