Marzo-Aprile 2019
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2019 20 quindi è difficile che una famiglia capace di fare «mediazione attiva», ovvero che presen- ti un’elevata consapevolezza educativa, sia anche una famiglia con elevati livelli di con- trollo. dalla tabella 1 emerge comunque un dato preoccupante: oltre il 30% di famiglie con figli minori «non fa nessuna di queste azioni»: essenzialmente «si chiama fuori» da questo ampio spazio di vita – digitale, ma non per questo meno «reale» - dei propri figli. Come affrontare questa turbolenta ed incessante rivoluzione? davanti a questo scenario, è possibile tratteggiare alcune possibili indicazioni operative, o strategie di fronteggiamento educativo, senza la pretesa di fornire ricet- te o soluzioni a prova di bomba, ma con l’obiettivo di aiutare ogni persona ad af- frontare in modo pro-positivo la sfida del cambiamento che questa rivoluzione pone a tutti. • Integrare, non sostituire : occorre gioca- re in modo positivo l’ibridazione, conside- rando come una risorsa questa contamina- zione di linguaggi, strumenti, ambiti rela- zionali. Serve quindi prima di tutto inte- grare, e non sostituire, l’esperienza fac- cia-a-faccia e quella digitale. i socia l, la Rete, gli smartphone sono risorse pre- ziose se poten- ziano e rinforza- no una trama di relazioni inter- personali diret- te; se invece pretendono di sostituirle, co- struendo nuovi mondi solo digi- tali (e qui sì solo «virtuali»), allo- ra il digitale ri- schia di illudere (avere tanti «amici» su Face- book non è la stessa cosa che avere tanti amici con cui andare a bere una birra!). • Colorare di relazioni il mondo digitale : altro criterio di coping positivo è riuscire a vincere il rischio dell’isolamento, dell’au- toreferenzialità, dell’esclusione sociale, sia come ritiro sociale (in giappone l’hanno chiamato «hikikomori» ), per cui per lunghi giorni non esci dalla tua stanza, resti incol- lato al pc, non hai altri svaghi o persone con cui parlare, quasi ti dimentichi di man- giare…, sia come «recinto chiuso» sulla Rete, per cui se sei appassionato di quel vi- deogioco, incontrerai e conoscerai solo chi ha la stessa tua passione (eppure il mondo – ma anche la Rete – è così grande…). • la responsabilità di una libertà in azio- ne : nelle relazioni educative genitori-figli non serve affidarsi solo a divieti o regole rigide (a volte peraltro utili e necessari, se per esempio un figlio passa al videogio- co sei ore al giorno sette giorni a settima- na…). è invece necessario pensare sempre che la vera sfida è educare la responsabi- lità di una libertà in azione. gli smartpho- ne sono in mano ai figli 24 ore su 24, non si può semplicemente spegnerli. • negoziare, più che proibire : se sono la libertà e la responsabilità della persona Tabella 1 - Azioni di accompagnamento dei genitori rispetto alle attività sul web dei figli (percentuali su un totale di 969 famiglie con figli minori) Parlo con mio figlio di ciò che fa su Internet. 54,1 Mi siedo vicino a mio figlio mentre usa internet (guardando quello che fa, ma non partecipando realmente). 45,3 Ho dato a mio figlio delle regole relative ai tempi di utilizzo per quanto tempo, quando) 53,2 Incoraggio mio figlio ad esplorare e imparare cose nuove su Inter- net per proprio conto. 36,9 Condivido con mio figlio diverse attività su Internet. 35,8 Ho dato a mio figlio delle regole relative ai contenuti da cercare su Internet. 49,3 Ho installato degli accorgimenti tecnici (software, filtri, etc) per limitare e controllare il suo uso di Internet. 27,9 Controllo a posteriori il suo uso di Internet. 36,1 nOn FaCCIO neSSUna dI QUeSTe COSe 30,6 Fonte: Rapporto cisf 2017 (estratto da p. 121)
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