Marzo-Aprile 2019

19 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2019 non è né buona né cattiva; anzi, dai dati dell’indagine emerge che l’ibridazione delle relazioni interpersonali con la rete sembra avere più effetti positivi che negativi a ri- guardo di quasi tutti gli indicatori della coesione familiare , e in parte anche rispet- to alla partecipazione civica nella sfera pubblica. d’altro canto questa ibridazione propone una forma diversa di relazionalità, che non sempre rafforza i legami tra i mem- bri della famiglia. in effetti essere costan- temente connessi non sempre significa «es- sere in relazione». non serve quindi schie- rarsi nell’ennesimo scontro tra tradizionali- sti e innovatori, o tra apocalittici ed inte- grati, quanto piuttosto riconoscere le po- tenzialità, leggere le diverse traiettorie dei diversi gruppi sociali e delle diverse fami- glie, e discernere con attenzione rischi e possibilità. il Rapporto cisf 2017 mostra che l’italia si muove ancora abbastanza lentamente verso un nuovo orizzonte relazionale ed an- tropologico. nel complesso sembra emerge- re, nel nostro paese, un processo di «tran- quillo cambiamento», in una progressiva as- similazione (potremmo dire «incorporazio- ne», per dire della fisicità di questa mesco- lanza anche digitale) delle nuove tecnologie e dei social all’interno delle relazioni fami- liari. le famiglie italiane sembrano affron- tare l’impatto delle ict con una certa pru- denza, ma anche con una notevole disponi- bilità: senza troppe chiusure pregiudiziali, ma anche senza altrettanto pregiudiziali ot- timistiche fughe in avanti (riscontrabili in- vece in altri paesi europei). 2.2 La sfida educativa del digitale in fa- miglia Anche le strategie educative nei confron- ti dei figli sono molto differenziate, e trat- teggiano una responsabilità genitoriale mol- to eclettica e flessibile, che naviga a vi- sta , e di volta in volta può orientarsi al con- cedere ampi spazi di libertà, oppure super- visionare con discrezione, tentando di porre qualche limite. gli interventi limitativi però sono meno frequenti, probabilmente a cau- sa di modelli educativi genitoriali più per- missivi, e insieme perché i genitori si sento- no meno competenti dei propri figli, e han- no meno fiducia nell’uso della tecnologia come strumento per governare e orientare l’agire tecnologico dei propri figli. la diffusione dei media digitali e sociali ha infatti messo radicalmente in discussione il rapporto tra media, genitori e figli. in pri- mo luogo la connessione in mobilità sottrae i figli al controllo (o alla percezione del controllo) dei genitori. i dispositivi mobili sono personali, letteralmente «indossati» da chi li possiede, quindi per natura orien- tati a un consumo individuale, e inoltre ac- cessibili sette giorni su sette, ventiquattro ore su ventiquattro. quindi inevitabilmente «fuori controllo diretto». in secondo luogo, mentre nei media tradizionali esisteva un rapporto unidirezionale tra produttori di in- formazioni (il sistema dei media) e i desti- natari (famiglie, minori), l’avvento dei me- dia digitali e dei social network cambia dra- sticamente la prospettiva, perché questi media sono marcatamente autoriali , ovvero rendono facilissimo produrre e pubblicare contenuti senza più mediazioni. in famiglia, nel rapporto tra i figli e i media, la preoc- cupazione per la qualità dei contenuti fruiti non è più sufficiente; essa deve essere af- fiancata (e persino sostituita) dalla preoc- cupazione per quel che i figli potrebbero pubblicare, in quanto «autori/produttori» di comunicazione. A fronte di questi due elementi, se guar- diamo alle consapevolezze della famiglia in tema di media digitali e sociali, si registra una situazione curiosamente contradditto- ria: a fronte di una percezione molto forte del rischio educativo legato ai «nuovi me- dia» i genitori non sembrano in grado di at- tuare adeguati comportamenti di presidio educativo (vedi tabella 1). come si vede, emergono forme diverse di intervento genitoriale rispetto allo stare in Rete dei figli, costruite affidandosi o al con- trollo (conoscenza puntuale delle attività digitali dei figli e loro limitazione/divieto), o alla promozione di autonomia e responsa- bilizzazione dei figli. la relazione tra con- trollo ed autonomia è spesso complessa. in particolare potrebbe accadere che la fami- glia si affidi soprattutto al controllo (regole rigide, divieti, assenza totale degli stru- menti) perché ha provato a educare e non vi è riuscita, o non ci ha nemmeno provato.

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