Marzo-Aprile 2017
XXV CONGRESSO NAZIONALE TAVOLA ROTONDA Adelaide Iacobelli, Vicesegretaria nazionale del MSAC 1. Quali sono i valori per una conviven- za civile; 2. Quali sono gli ostacoli incontrati per l’affermazione dei valori per una conviven- za civile; 3. Quali proposte poter porre in essere affinché i valori della convivenza civile possano essere affermati. Buonasera a tutti e grazie a per l’invito. Ringrazio per avere l’opportunità di portare la voce delle studentesse e degli studenti d’Italia a voi docenti, in questo luogo così prestigioso e durante il vostro congresso. Rispondere alla domanda sui valori della convivenza civile, in questo Paese non do- vrebbe essere molto difficile. Tendiamo a dirci sempre gli aspetti più negativi, le diffi- coltà che ci sono in Italia, ma non possiamo dimenticare che la nostra splendida Costitu- zione porta in sé gli ingredienti essenziale per la convivenza civile. Viviamo in un Paese in cui non dobbiamo inventare da zero quali sono i valori per una convivenza civile, infatti la nostra Costitu- zione nei primi articoli racconta di alcuni di- ritti e doveri che vanno a garantire una dura- tura convivenza. Per esempio dal primo arti- colo, in cui si parla di Repubblica democrati- ca, di lavoro, di sovranità. Ed è proprio su questo termine che mi sono soffermata nella riflessione, anche perché il termine sovrani- tà mi riporta a una famosa espressione di don Lorenzo Milani, che nella lettera ai giu- dici scriveva: «Avere il coraggio di dire ai giovani che essi sono tutti sovrani, per cui l’obbedienza non è ormai più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni, che non credano di poter- sene far scudo né davanti agli uomini né da- vanti a Dio, che bisogna che si sentano ognu- no l’unico responsabile di tutto». Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte. Contro i classi- sti che siete voi, contro la fame, l’analfa- betismo, il razzismo, le guerre coloniali. Penso che la sovranità sia un valore fon- dante della convivenza civile spesso dimenti- cato. Non si può cercare la solidarietà, la giustizia, il rispetto per le diversità se si di- mentica che siamo tutti sovrani, in quanto popolo, come recita il primo articolo della nostra costituzione. Per cui all’origine dei valori della convivenza credo ci sia la sovra- nità, ovvero la possibilità di poter prendere come popolo delle scelte che riguardano la comunità. E don Milani sottolinea che obbe- dire senza essere sovrani è la più subdola delle tentazioni, rinunciando a vivere come responsabili di tutto. Solo se ognuno si sente responsabile dell’intera comunità è possibile convivere, è possibile cercare insieme il mo- do migliore di stare a questo mondo. E così se ci riconosciamo sovrani, scegliamo insie- me il bene della comunità. Ma il bene della comunità non può mai si- gnificare l’autopreservazione, la disperata ricerca di non mutare lo status quo. Ecco perché da sovrani dovremmo avere la capa- cità di cogliere ciò che può arricchire la con- vivenza civile, come per esempio i fenomeni migratori. Se il popolo italiano fosse coscien- te di essere sovrano e quindi responsabile di tutto, non avrebbe così paura di persone di- sperate che cercano nel nostro Paese la pos- sibilità di ricominciare a vivere. Ma da sovra- ni, per una convivenza civile, potremmo af- fermare e realizzare la bellezza dell’integra- zione e dell’accoglienza, che ci mette in di- scussione, che ci permette di difendere vite umane ridotte alla miseria. E il presidente Mattarella ha definito ingiusta l’equazione immigrato uguale terrorista, e aggiungo in- giusta anche l’equazione: sbarco=invasione, straniero=nemico. Perché non c’è convivenza senza sovranità, ma non c’è convivenza nem- 7 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2017
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=