Marzo-Aprile 2017
L e uscite didattiche, le visite guidate e i viaggi di istruzione, rivestono un ruo- lo importante nella formazione dei giovani e costituiscono un valido strumento nell’azione didattico-educativa. Oltre a fornire importanti stimoli cultu- rali, infatti, contribuiscono a responsabiliz- zare gli alunni e a farli crescere. Per alcuni di essi, prima ancora che es- sere una occasione per visitare luoghi che non conoscono, è più che altro la prima esperienza che consente loro di andare «da soli», senza i genitori pronti a risolvere ogni loro problema. Il gruppo dei pari li so- stiene, ma tocca ad ognuno di loro impara- re ad affrontare le prime piccole difficoltà di vita quotidiana. Anche se sembra difficile da credere, per una generazione di ragazzi che in mol- ti casi già ha visto gran parte delle princi- pali città del mondo, salire su un pullman da soli o sistemarsi in una camera d’alber- go, sembra diventare un problema, per non parlare della gestione del denaro che i genitori danno ai ragazzi per le piccole spese. Nata dunque come una opportunità di approfondimento e di crescita personale, l’attività fuori dall’aula però si sta trasfor- mando in un «incubo», soprattutto per i do- centi accompagnatori. Da un lato gli alunni che vengono in gita, specie quelli delle superiori, sono incon- trollabili, poco abituati ad avere regole, a strutturare comportamenti di gruppo e per il gruppo; dall’altro i profili di responsabili- tà sembrano invadere ambiti sempre più vasti, mentre qualche tempo prima, un si- stema gerarchico e centralista imponeva dall’alto circolari minuziose che dovevano essere pedissequamente applicate. L’autonomia scolastica ha determinato il venir meno dell’assetto ordinamentale pre- cedente, ma sicuramente non ha compresso l’articolato sistema di responsabilità; anzi diventa sempre più difficile definire i profi- li di tutela per la scuola in quanto istituzio- ne contestualizzata. Pertanto, nel momento in cui la scuola organizza una qualsiasi uscita (da quelle di un giorno, agli stage, alle settimane bian- che, ai viaggi di integrazione culturale o al- le attività sportive ecc.), le circolari ema- nate a suo tempo dal Ministero non hanno più valore prescrittivo, ma assumono solo la funzione di suggerimenti di comporta- mento. In particolare la circolare n. 291/1992 è da tenere ancora in debita considerazione, sia per le indicazioni operative che forni- sce, sia per le distinzioni terminologiche in relazione alla diverse tipologie di uscite: 1. Viaggi di integrazione culturale 2. Viaggi finalizzati alla preparazione di indirizzo 3. Viaggi connessi ad attività sportive 4. Visite guidate. Grande attenzione questa pone nella scelta dell’agenzia di viaggio, nella richie- sta della copertura assicurativa, nel richia- mo agli obblighi di vigilanza sugli alunni, incombenti sui docenti accompagnatori. Sottolinea come per valutare opportuna- mente «l’assoluta affidabilità e serietà del- l’agenzia di viaggio o della ditta di autotra- sporti» l’agenzia prescelta debba garantire il possesso delle autorizzazioni e dei requi- siti di sicurezza contemplati dalle norme, 41 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2017 Le richieste devono essere indirizzate a: consulenza@uciim.it LEGISLAZIONE SCOLASTICA La gita… incubo o esperienza formativa?
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