Marzo-Aprile 2017

SCUOLA E DISABILITÀ: LO STATO DELL’ARTE Antonino Casto, Docente presso l’ITET «G. Tomasi di Lampedusa» - Sant’Agata di Militello (ME) «T ra disabili, dislessici e BES (1), sia- mo rovinati!!! Gli alunni devono studiare… e basta!!!» . Una frase, purtroppo, sentita più volte nelle sale docen- ti e/o nei corridoi delle istituzioni scolastiche o, addirittura nei Collegi dei docenti. Un’espressione che denota ancora, da parte di un numero di docenti (più o meno consistente), una paura «giustificata» sol- tanto dalla disinformazione sulla normativa vigente che, nonostante sia stata integrata e chiarita da innumerevoli note e circolari esplicative dal MIUR o MPI e opportuni in- terventi di formazione docenti, ancora non trova un’efficace piena applicazione nelle scuole italiane di ogni ordine e grado. Da oltre un decennio il concetto di «ap- prendimento personalizzato» continua a farsi avanti e diffondersi in modo sempre più capillare in Italia ed in altre nazioni eu- ropee, ovviamente con peso differente e ciò grazie alla diversificazione di norme che regolano la scuola nei vari Stati. Cerchiamo di comprendere come il per- corso della «personalizzazione dell’istruzio- ne», per lo meno in Italia, sia stata una conquista normativa, ottenuta già da qual- che decennio ma che, nella realtà dei fatti, pone ancora a molti docenti non poche dif- ficoltà e «confusione», anche dopo l’ema- nazione della Direttiva MIUR sui BES del 27 dicembre 2012. Ma andiamo con ordine. Sin dalla sua promulgazione, la Costitu- zione italiana, all’art. 34 - Parte prima, in cui vengono citati i diritti ed i doveri dei cittadini, pone l’accento sulla scuola come un diritto di tutti, dunque, aperta a chiun- que senza distinzioni di sesso, ceto sociale, credo politico e quant’altro; l’articolo ne dichiara l’obbligatorietà e, soprattutto, di- chiara il ruolo che lo Stato deve avere nel garantire l’istruzione ai « capaci e meritevo- li» : uno Stato che deve aiutare e sostenere finanziariamente le famiglie «con borse di studio, assegni ed altre provvidenze» affin- ché tali studenti possano raggiungere i livel- li più alti di istruzione. Ma dal diritto allo studio e all’istruzione, esteso a tutti i cittadini italiani, alla perso- nalizzazione dell’intervento educativo il passo non è stato brevissimo. Il primo significativo intervento legislati- vo che pone l’accento sugli interventi didat- tici personalizzati è costituito dalla legge n° 517 del 04 agosto 1977 : «Norme sulla valutazione degli alunni e sull’abolizione degli esami di riparazione nonché altre nor- me di modifica dell’ordinamento scolasti- co» , un trentennio dopo l’entrata in vigore della Costituzione italiana. Il punto forte di tale legge è l’aver dato avvio all’integrazione scolastica quando, al comma 1 dell’art. 2 afferma che «... al fine di agevolare l’attuazione del diritto allo studio e la promozione della piena forma- zione della personalità degli alunni, la pro- grammazione educativa può comprendere attività scolastiche integrative organizzate per gruppi di alunni della classe oppure di classi diverse anche allo scopo di realizzare interventi individualizzati in relazione alle esigenze dei singoli alunni . Nell’am- bito di tali attività la scuola attua forme di integrazione a favore degli alunni portatori di handicap con la prestazione di insegnanti specializzati »; già nel 1977, quindi, si par- lava di interventi individualizzati e si chie- 35 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2017 (1) Da docenti che credono di dover affrontare nuove problematiche con una nuova «categoria» di alunni: «i BES»!!!

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