Marzo-Aprile 2017

COME FORMARE UN INSEGNANTE COMPETENTE? Ivana Summa, Dirigente scolastico - Ricercatrice ed esperta formatrice Premessa « Una migliore qualità dell’educazione di- pende innanzitutto dal miglioramento dei si- stemi di reclutamento e di formazione degli insegnanti, oltre che dal loro status sociale e dalle condizioni nelle quali debbono lavora- re; essi, infatti, non potranno dare le rispo- ste che ci si aspetta da loro se non possiedo- no le conoscenze e le competenze, le qualità personali, le possibilità professionali e le motivazioni necessarie» . Così Jaques Delors scriveva «Nell’educazione un tesoro. Rappor- to all’UNESCO della Commissione Internazio- nale sull’Educazione per il Ventunesimo Seco- lo» (Roma, Armando, 1997). Quanta letteratura esiste in riferimento alle competenze che un insegnante dovrebbe avere, ma nulla (e, comunque, poco) su co- me formare un insegnante competente (am- messo che sia possibile seguendo una qualche procedura!) e, soprattutto, su come reclutar- lo! Ed è utile rilevare che le descrizioni del «come dovrebbe essere» un docente sono re- lativamente semplici anche se l’elenco tende ad allungarsi mano a mano che alla scuola vengono attribuiti compiti formativi. Ed è proprio questo il punto! Se non defi- niamo bene che cosa la scuola deve fare nel 21° secolo, non possiamo neanche immagi- nare le competenze che dovrebbero posse- dere i docenti! Tuttavia, oggi non possiamo non tenere in considerazione l’attuale legge di riforma del sistema scolastico italiano, ovvero la legge. 107 del 13 luglio 2015- Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazio- ne e delega per il riordino delle disposizio- ni legislative vigenti- dalla quale traspare, sia pure in modo embrionale, un profilo di docente «meritevole», proprio perché è in grado di esplicare la propria funzione su versanti molto diversi, ma tutti descrivibili in termini di competenze. Dunque, è bene partire proprio da qualche descrizione di competenza, in senso generale per poi pas- sare ad una specifica. Definire le competenze del docente Partiamo da due definizioni di competenze che, per la loro icasticità, sono condivisibili e oggetto di ulteriore approfondimento. La pri- ma è una definizione di Michele Pellerey, che considera la competenza come la manifesta- zione della mobilitazione di risorse interne (conoscenze, abilità e disposizioni stabili) e di risorse esterne (persone, strumenti mate- riali) disponibili per affrontare positivamente compiti o situazioni sfidanti. Ciò che possia- mo cogliere è la sua manifestazione esterna, cioè la capacità di portare a termine valida- mente il compito assegnato. Occorre anche aggiungere che, intrinseca al processo stesso dell’acquisizione di competenze, è un’ade- guata capacità di auto-valutazione del livello di competenza raggiunto e delle possibilità di ulteriore crescita ed arricchimento. Ma occorre completare questa definizio- ne, facendo ricorso ad un’immagine (Fig. 1) che utilizza la metafora dell’iceberg per si- gnificare che le competenze sono visibili in quanto vengono esibite da un soggetto co- me conoscenze ed abilità, ma ciò che le fa «aggallare» sono aspetti sommersi, difficili da verificare e, soprattutto, difficili da for- mare, almeno se per formazione intendia- mo un apprendimento di tipo scolastico e accademico. Stiamo parlando di impegno, di strategie metacognitive, di motivazioni, di ruolo sociale, di immagine di sé, di self- efficacy , di consapevolezza, di sensibilità al contesto e conseguente adeguatezza, di ca- pacità di utilizzare risorse personali e risor- se esterne. Ma sono proprio le variabili che si muovono nella parte sommersa dell’ice- 31 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2017

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