Marzo-Aprile 2017

Capire come questa avviene - studiarne i modi più efficaci, magari osservando in classe come insegnano i docenti eccellenti- e riuscire a insegnarlo ai futuri docenti po- trebbe essere una strada da seguire. Qual è il dispositivo progettuale in grado di realizzare la trasposizione didattica? È attraverso il curricolo, infatti, che si metto- no a fuoco le scelte sul che cosa insegnare, sul come insegnare e in funzione di quali obiettivi formativi. È ancora attraverso il curricolo che l’insegnante si interroga sulla tipologia dei contesti necessari per dar sen- so a quelle scelte e per farle diventare esperienze di significato per gli allievi. Nel processo di trasposizione didattica che si realizza attraverso il curricolo vanno rispettati tre criteri: essenzializzazione , problematizzazione e storicizzazione dei saperi insegnati. Ed è sempre attraverso il curricolo che si sintonizzano le istanze fra Didattica generale e Didattica delle discipli- ne, rapporto ancora fortemente dibattuto nelle pratiche scolastiche che spesso non riescono a superare una visione parcellizza- ta e «separatista» di insegnamento delle di- verse discipline. f. Ricominciamo dagli insegnanti La realtà professionale dei docenti va og- gi mutando con rapidità. Grazie all’autono- mia scolastica è cresciuta, infatti, a dismi- sura per il docente professionale l’urgenza di assumere responsabilità a livello di Scuo- la per la progettazione e l’organizzazione del servizio, il che porta oggi gli insegnanti a guardare alla propria professione con oc- chi diversi, capaci di percepire lo spessore del proprio agire e le articolazioni agentive con molta maggiore evidenza rispetto a quanto avveniva in un passato anche recen- te. Ciò che oggi appare evidente è la neces- sità di pensare percorsi formativi all’altezza delle questioni poste dall’epistemologia di- dattica della formazione docente: non esi- ste una predisposizione naturale all’inse- gnamento ma l’eccellenza di un insegnante va costruita passo, passo. Con pazienza, a partire dallo studio delle pratiche. g. L’alleanza con l’Università (verso un in- contro auspicabile) Tempo per sé, per coltivarsi attraverso la formazione in servizio. Può essere questa una possibile via di elaborazione di una ma- gistralità che riconosca il sapere degli inse- gnanti, ri-guardati come soggetti epistemi- ci, ovvero non più come meri destinatari di formazione, né come applicatori di teorie apprese altrove o elaborate da chi nella Scuola non ha mai messo piede, ma come coloro che operano «pensando alle teorie» e utilizzando la «riflessione-in-azione». L’insegnante è infatti un produttore di conoscenze e la Scuola, l’aula, non sono af- fatto meri campi di esecuzione di teorie, «bensì luoghi in cui l’insegnante manipola, più o meno creativamente, teorie, elabora conoscenze, costruisce un «mondo di rego- le». Oggi la proposta dell’insegnante come soggetto epistemico è il manifesto della nuova epistemologia personalista che legge l’identità professionale più che con la lente della necessità con quella della possibilità: l’insegnamento non è reduplicazione di au- tomatismi e stereotipie o applicazione di leggi generali e assolute. L’insegnamento è cultura intellettuale e professione da ali- mentare attraverso il circuito importantissi- mo della autovalutazione/valutazione, altro grande campo nel quale l’UCIIM può offrire un contributo fondamentale di accompagna- mento. h. La valutazione come valorizzazione e come accountability La valutazione non è fine , è sempre fun- zione di qualcosa. Ma questo non basta. Va- lutare serve anche per conoscere il sistema e intervenire sulle situazioni di maggiore difficoltà, attivando un circuito virtuoso di interventi personalizzati che migliorino l’esistente. La funzione più importante del- la valutazione è infatti quella promoziona- le: conoscere per migliorare. Moltissime Scuole avranno bisogno di ac- compagnamento, di apprendere sempre più cultura e metodologia della valutazione. Pratiche e cultura della valutazione saranno sempre più importanti e la pedagogia dovrà rispondere agli appelli che le Scuole faran- no, per non lasciare la valutazione del siste- ma di istruzione ai soli modelli statistico- econometrici cui è affidata al momento. 28 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2017

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