Marzo-Aprile 2017

27 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2017 l’umanità di ciascuno. La cultura dà gli stru- menti per capire la realtà e per interagire con essa; ma dà anche le chiavi per compren- dere la propria umanità, nel suo senso e nei suoi valori. Va facendosi lentamente strada la convinzione che occorra invece recuperare, entro la cornice del principio di Scuola come bene comune, un senso che possa costituire il cuore di un neoumanesimo per la Scuola ita- liana. Un neoumanesimo che recuperi alcuni valori e alcuni compiti eclissati nella storia più recente della Scuola. Alcuni fondamentali a. Merito, dovere, responsabilità Sono indicati insieme poiché strettamen- te dipendenti l’uno dall’altro. Una Scuola del bene comune premia soprattutto i meri- tevoli, perché accrescendone il talento e incentivandone le potenzialità, accresce nel contempo le possibilità di fare dell’Italia un Paese migliore. Ed è un valore, questo, che non si contrappone alla solidarietà, piutto- sto la fonda «perché esalta il carattere per- sonale dell’esperienza umana, sfidata a fa- re del proprio meglio sulla base di un’atten- ta valutazione di ciò che esso significhi per gli altri e non soltanto per sé. Una vita so- ciale fondata sul merito non tollera infatti equivoci intorno ai fini per i quali non solo è lecito, ma ammirevole, ottenere risultati e prevalere» (G. TOGNON 2007). La cultura del merito «chiama» inevitabilmente quella del dovere e della responsabilità. b. Magistralità Il maestro è la «scala» per accedere alla verità, dunque. Non depositario, perché la verità abita solo nell’intimo dell’uomo. Non sono le parole del maestro che la insegnano «perché su tutte le cose che intendiamo, noi consultiamo quella verità che preside inte- riormente alla nostra mente e non già a colui che ci parla, la cui voce risuona forse solo co- me ammonimento a consultarla». (ibidem) Ritroviamo i tratti che da sempre fanno bravi i maestri: saper parlare ai giovani te- stimoniando l’amore per il sapere di cui parlano; offrire a chi cresce quel sostegno che trova la sua cifra nella coerenza fra il credere, il pensare e l’agire, nel discernere fra bene e male, nel non aver paura di farlo dinnanzi a chi ci guarda. c. Cultura delle persone, dei sentimenti e delle relazioni La crisi della Scuola italiana è profonda anche perché crisi di «sentimenti». Non si tratta di delegare alle scuole compiti che sono e restano della famiglia, ma, in tempi in cui la trasgressione pare diventare nor- ma, è indispensabile che anche la Scuola si senta interpellata a rispondere alla sfida che riguarda i «fondamentali» dell’esisten- za civile e umana delle donne e degli uomi- ni. Ciò che è davvero importante è dare una direzione ragionevole a quella straordinaria possibilità naturale che è l’emozionarsi, im- parare ad amare l’altro, maturare sul mon- do e le cose lo sguardo mite e accogliente di chi è capace di sentimenti positivi. d. L’educazione alla cittadinanza per ap- prendere l’inclusione Una Scuola più inclusiva è da qualche tempo l’obiettivo-chiave delle politiche del- l’istruzione europee L’inclusione non è, in- fatti, un dato di partenza né solo un prodot- to informale dell’esperienza umana, ma è un «oggetto culturale» vero e proprio (Da- miano, 2004). É un contenuto di ragione, di sentimento e di volontà che si comincia a proporre intenzionalmente al bambino sin dalla famiglia e sin dalle aule della Scuola, luogo quest’ultimo ove gli allievi trascorro- no moltissime ore della loro esistenza. A differenza della famiglia, la Scuola è, infat- ti, in condizione di «giocare» la carta im- portantissima del progetto formale di edu- cazione all’inclusione: un curricolo fatto di qualità di relazioni umane, di allestimento di ambienti, di scelte metodologiche e di contenuti, di attivazione di strategie per lo sviluppo di competenze autenticamente comprensive di quel valore fondamentale che è l’inclusione sociale. e. Rinnovare gli studi su curriculum e disci- pline Va riportata seriamente l’attenzione, a livello di ricerca e di formazione, sull’anali- si della funzione di trasposizione didattica svolta dagli insegnanti.

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=