Marzo-Aprile 2017

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2017 24 — ad esercitare un ruolo attivo e democra- tico nella società dopo aver già acquisi- to gli elementi di base di una cultura del bene comune basata sull’iniziativa personale e sulle capacità progettuali degli stessi; — a gestire gli strumenti di lettura degli esempi di impegno civico e culturale per la tutela e la valorizzazione del territorio di appartenenza e non. — al senso di corresponsabilità e ai valori della legalità e della giustizia tramite esperienze dirette di partecipazione ad organizzazioni umanitarie anche sul- l’esempio di tante associazioni che stanno oggi operando nelle zone terre- motate a dimostrazione che il senso ci- vico è ancora presente in buona parte della società italiana. In questa maniera i giovani fanno esperienza del «bene operare» in linea con il principio di soli- darietà sociale. Suggerimenti operativi possono essere: il coinvolgimento diretto in occasioni for- mative che richiedono l’impegno in prima linea per il bene comune e insieme agli altri «per sperimentare quanto nessuno sia solo ma tutti facciano parte di un tutto nei limiti dell’Italia e del mondo intero» Calamandrei «discorso ai giovani di Milano», perché sol- tanto il vivere insieme emozioni positive potrà far maturare atteggiamenti responsa- bili e coerenti. La scuola per essere vera educatrice nel- l’attuale società che offre spesso esempi opposti a quanto previsto dai principi costi- tuzionali, deve restituire a parole/espres- sioni inflazionate quali: educazione alla le- galità, educazione ai diritti ecc. il vero si- gnificato valoriale basato su esperienze concrete e finalmente credibili. A tal fine occorre che sia affiancata da tutte le agenzie educative, in primis la fa- miglia, per cogliere dal vissuto quotidiano tutte le occasioni utili alla promozione dell’autenticità del quotidiano e cominci con la promozione del rispetto delle regole anche le più insignificanti (Caponnetto) uni- co baluardo per una società realmente in- clusiva e non prevaricatoria. La scuola pertanto deve attivarsi per una educazione civica continua, a partire dalla concreta esperienza degli organi collegiali da rivitalizzare e rendere realmente rappre- sentativi, tale da consentire a ciascun alun- no di cambiare il cuore del mondo avendo cambiato il cuore delle relazioni.

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