Marzo-Aprile 2017

RELAZIONE 1° GRUPPO (RISPOSTA PRIME 5 QUAESTIONES) Chiara Vantaggiato, D.S. «G.Salvemini» di Alessano (LE) I Principi costituzionali sono ancora sicura- mente fondanti e riconosciuti. In partico- lare, chiave di volta, è l’art. 2 Costitu- zione che attribuisce alla scuola, quale for- mazione sociale intermedia, il gravoso com- pito di essere corresponsabile nel processo di strutturazione della personalità delle nuove generazioni. Ciò rappresenta un forte richiamo alla valenza formativo-educativa della scuola che va ben oltre il precipuo compito del- l’istruzione. Tuttavia i valori vanno reinterpretati nel- l’attuale quadro socio-economico-cultu- rale ad es. l’art. 18 (libertà di asso- ciazione), deve oggi più che mai intendersi quale baluardo nor- mativo contro il corporativi- smo a favore delle asso- ciazioni luoghi di pro- mozione del bene co- mune. Quali le nuove sfide? — Difficile pro- mozione della persona uma- na tra indivi- dualismo e consocia- tivismo. — Difficile promozione di un’idea di Stato (aldilà dei separatismi e dell’internazio- nalizzazione dei processi decisionali e dei mercati) che avvicini i giovani alle istitu- zioni. — Difficile declinare i principi di solidarietà- sussidiarietà orizzontale e verticale ed eguaglianza sostanziale in un mondo valo- riale incentrato sull’ego. I percorsi di conoscenza della Carta co- stituzionale devono essere rispettosi delle differenti fasce di età es. scuola primaria secondaria di primo e secondo grado. Utilissimo nel primo ciclo declinare la co- noscenza dei principi costituzionali in ter- mini di esperienza diretta nell’ambito della didattica per competen- ze e concordare gli obietti- vi da rea- lizzare indivi- duandone uno per diffe- rente fascia di età e comunicando tale impegno a famiglie e asso- ciazioni presenti nella vita del minore. Nel secondo ciclo sarebbe auspicabile una progettazione didattica mirata da parte delle scuole nell’ambito di cittadinanza e costituzione attraverso modalità formative laboratoriali e multidisciplinari senza al contempo tralasciare l’insegnamento giuri- dico-economico nelle scuole superiori; i gio- vani infatti hanno bisogno di essere educati alla gestione della complessità evitando ba- nalizzazioni e luoghi comuni. A tal fine ap- pare utile la conoscenza di principi fondanti e del funzionamento delle Istituzioni vero baluardo all’individualismo e al «pressappo- chismo» dilaganti. In conclusione gli alunni vanno educati: 23 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2017

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