Marzo-Aprile 2017

21 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2017 camminare maturando nel tempo , perché è proprio il tempo che governa gli spazi, li illumina, li trasforma in una catena di con- tinua crescita, senza vie di ritorno .» Per cui sollecitare in noi la spinta verso una tensione che si nutre, sì di una reali- stica visione del Possibile nel presente ma che soffre... ed agisce comunque, per rag- giungere un impossibile attraverso il suo camminare, maturando nel tempo, signifi- ca appunto memoria, coraggio, sana e umana utopia per una consapevolezza in cammino! Insomma siamo sollecitati a muoverci tut- ti responsabilmente in questa traccia, a mio parere! Tanto più all’interno di quello che è il momento fondamentale per una adeguata formazione dei cittadini: la scuola! Certamente nulla è facile e anche la ri- forma della Buona Scuola, come tutte le riforme è perfettibile, cammina sulle gam- be di ognuno di noi! Ma proprio perché parlo ad un parterre di grande competen- za e con forte motivazione valoriale che scaturisce da un percorso di fede e che ogni giorno cerca di portare il proprio per- sonale contributo, sostenuto dall’apparte- nenza a questa Istituzione che è l’UCIIM, nello scenario della nostra scuola, mi sono permessa di riportarvi quanto sopra ho sottolineato. Per quanto mi è dato e per il tempo che mi è dato, il mio impegno è proprio quello di cercare di agire seguendo quanto vi ho confi- dato, le forme si possono sempre modificare ma si debbono modificare non per distrug- gere ma per costruire , ne va del nostro fu- turo e ne va, in prospettiva, della conviven- za pacifica non solo nel nostro paese. Ci troviamo innanzi a sfide sempre più complesse e non basta dire ho fatto quello che dovevo o potevo fare, il Non appaga- mento di De Gasperi è una spinta che non finisce, non arriva mai a destinazione. Co- sì è la nostra scuola, non finisce c’è sem- pre una nuova vita che si apre ad essa e che desidera essere presa per mano e aiu- tata a crescere e a vivere una vita piena all’interno dei propri diritti inalienabili, ma sappiamolo, è proprio questa nuova vi- ta che rinnova il nostro impegno, non scor- diamocelo mai. Ora questa dimensione di non appagamento è fortemente presente nella nostra carta fondamentale, basta pensare all’art. 3 della nostra Costituzio- ne, mentre sembra essersi assopito o me- glio essere stato relegato alla sola prote- sta senza una effettiva proposta, il non appagamento che è una spinta teleologica, cioè una spinta verso il meglio e rappre- senta la tensione di missione della scuola. Emmanuel Mounier affermava che la per- sona « non è un giardino chiuso in cui chi è civilizzato si mette al riparo dalla civiltà, ma è il principio spirituale che deve ani- mare , reinventandola al suo livello, tut- ta la civiltà ». Questo è possibile se si su- pera la tentazione del «mondo del si» – la fuga nell’anonimato – e quante volte è più semplice non metterci la faccia e rifugiar- ci all’interno dello spazio concessoci di li- bertà di movimento che il nostro ruolo ci consegna o la tentazione del «noi-altri» – la fuga nel conformismo collettivo per evitare «l’angoscia della scelta». Scegliere, invece, la «persona» e – nella stessa prospettiva – la «persona di persone» che implica una «penetrazione progressiva» – propria del lavoro pedagogico – da parte di «comunità organiche» come la vostra, che si debbono configurare sempre più come «cellule discontinue» all’interno del confor- mismo imperante e decadente. C’è tanto bisogno di questo nella nostra scuola oggi. L’innesto di cellule aperte e fe- conde, capaci di provocare una «rottura con gli apparati del disordine», di sostituire «al blocco delle adesioni» e di una non sempre costruttiva «propaganda di massa» una co- struttiva « catena degli impegni », per ope- rare « al modo di un lievito che fa cresce- re la pasta ancora lievitabile » e – uscendo di metafora – costruire le basi solide della nostra convivenza civile, sostenute dalla nostra Costituzione. Auspico insieme con la vostra adesione che diffondiamo questa «catena d’impegni» affinché la nostra scuola sia veramente una Buona Scuola e sappia con consapevolezza e responsabilità ricoprire il ruolo che questo oggi la chiama a ricoprire! Auguriamoci In- sieme un Buon Lavoro!

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