Marzo-Aprile 2017
15 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2017 «scuola dei progetti». Voglio dire che non è più possibile rincorrere tutti i bandi di pro- getti che giornalmente sono indirizzati alle istituzione scolastiche, spesso con la spe- ranza di ottenere finanziamenti, e che inve- ce è necessario fare una selezione di tale proposte progettuali e scegliere solo quelle che veramente possono essere strumenti per la realizzazione di un «progetto scuola» condiviso. Bisogna quindi partire dalla progettazio- ne e dalla realizzazione di un Curriculo d’Istituto, che dia particolare attenzione al- l’acquisizione delle competenze personali nella prospettiva della convivenza civile. Al- l’interno di tale Curriculo d’Istituto troverà spazio, utilizzando eventualmente le quote orarie dell’autonomia, «Cittadinanza e Co- stituzione», di cui si propone l’istituzione come materia autonoma d’insegnamento. Particolarmente significativa sarà allora la partecipazione a progetti (nazionali o regio- nali) che sviluppano il senso della legalità e della democrazia. Al fine di sviluppare il senso di apparte- nenza ad una comunità, saranno program- mate attività di gruppo finalizzate allo stu- dio del territorio, al recupero delle sue tra- dizioni, coinvolgendo i genitori, gli enti lo- cali, le associazioni e le professionalità di- sposte a collaborare. Ma il Curriculo d’Istituto riguarda soprat- tutto l’organizzazione dei tempi e degli spazi dell’apprendimento: è nella quotidia- nità delle classi che l’intervento formativo deve essere progettato e realizzato avendo al centro la persona che apprende. Non mi soffermerò sull’organizzazione del tempo, limitandomi solo a segnalare che spesso non è conforme ai tempi di ap- prendimento dell’alunno. Propongo una ristrutturazione degli am- bienti di apprendimento, finalizzata ad una didattica laboratoriale e per competenze. I mobili e le attrezzature utilizzate nella classe non sono elementi neutrali nella for- mazione e istruzione degli alunni. Ad esem- pio, la disposizione dei banchi secondo lo schema del «panopticon» pone il focus dell’attenzione sul docente e non sul di- scente; il rispetto delle regole è connesso al controllo da parte del docente. Da questo punto di vista l’alunno non sviluppa un au- tonomo controllo del suo comportamento e quindi spesso accade che gli alunni di una stessa classe abbiano comportamenti molto diversi a secondo dell’autorevolezza dell’in- segnante presente, che sappia o meno far rispettare le regole di comportamento. Pro- babilmente l’uso di tavoli quadrati, o la di- sposizione degli arredi in modo diverso sin dalla scuola primaria, genererà nell’animo del discente il rispetto delle regole come proprio «habitus» irrinunciabile; inoltre, si- mili ristrutturazioni dell’ambiente formati- vo favoriranno la collaborazione tra pari e più facilmente ci sarà la possibilità di crea- re gruppi di lavoro per particolari e signifi- cative esperienze didattiche. Concludo, proponendo una modifica al Regolamento d’Istituto, in linea con il Curri- culo sopra delineato: si potranno stabilire forme di elezioni dei rappresentanti di clas- se a partire dalla classi della scuola prima- ria e soprattutto nella scuola media, preve- dendo per gli eletti compiti e funzioni che la scuola dovrà rispettare. In questo modo si favorirà la partecipazione attiva degli alunni alla vita della scuola, maturerà più facilmente il valore della convivenza civile.
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