Marzo-Aprile 2017

XXV CONGRESSO NAZIONALE TAVOLA ROTONDA Daniela Figini, Docente - Presidente regionale UCIIM Lombardia Q uali sono i valori per una conviven- za civile? Quali sono gli ostacoli in- contrati nel proprio settore all’af- fermazione di valori per una convivenza civile? Come affermato dai colleghi non è sem- plice, né immediato identificare e soprat- tutto condividere i valori necessari in una convivenza civile, per cui è necessario porsi il problema di come le persone che vivono in un determinato contesto possano rispet- tarsi, riconoscendosi nella comune umanità. Sicuramente le leggi, in primis la Costituzio- ne, che partono da una forte carica ideale, ci aiutano a definire i valori per una convi- venza civile. Il fondamento dei valori può essere inizialmente ricercato nel diritto, ma non può prescindere dallo sfondo culturale e dalla storia del Paese. Nella nostra nazio- ne la convivenza civile si basa sull’insieme di valori sui quali si è formata la nostra sto- ria: il rispetto della vita umana, pertanto chi non osserva questo principio basilare è da considerarsi al di fuori della società civi- le; il senso del lavoro: svolgere adeguata- mente la propria attività significa porsi al- l’interno della comunità di appartenenza, contribuendo al bene collettivo; il significa- to della famiglia quale primo ambito in cui si trasmettono i valori della convivenza civi- le. Occorre poi declinare tali valori nelle nostre azioni, nelle scelte che compiamo quotidianamente. Nel settore scolastico i valori per una convivenza civile sono spesso declamati, talvolta compaiono in molti documenti che la scuola produce, dal piano dell’offerta formativa al rapporto di autovalutazione o nel piano di miglioramento, ma non sempre sono posti in atto nella concretezza delle scelte effettuate. La difficoltà consiste ap- punto nel passaggio dall’affermazione teori- ca all’applicazione pratica delle norme, nel contesto della quotidianità, nell’esercizio effettivo delle competenze sociali, che non sempre riescono a cogliere le esigenze insi- te nell’altra persona. La difficoltà sorge quando la norma viene interpretata sempre e solo come divieto, come limitazione, co- me negazione e non la si considera uno strumento, un mezzo per esercitare scelte educative condivise e fondate. Quali proposte porre in essere affinché i valori della convivenza civile possano essere affermati? Sicuramente negli ultimi anni si sono prodotte numerose innovazioni nella legi- slazione scolastica in una prospettiva di sussidiarietà che si pone in misura sempre maggiore al servizio del cittadino, fornen- do un notevole contributo all’accrescimen- to dei valori per una convivenza civile al- l’interno della scuola. Per quanto riguarda lo studente, la consapevolezza dei valori della convivenza civile è prospettata dal- l’insegnamento di cittadinanza e costitu- zione. In relazione al docente, in più con- testi viene ribadita la necessaria professio- nalità per un insegnamento di qualità e per fornire il proprio contributo al migliora- mento dell’istituto. L’insegnante è solleci- tato all’attuazione di approcci trasversali, attuati in una prospettiva dialogante e pro- gettuale con i colleghi. Sono solo alcuni esempi della profonda innovazione in atto nelle scuole, che è estremamente favore- vole per la promozione dei valori della convivenza civile. Quali proposte porre in essere? Per esempio l’elaborazione di un codice deontologico degli insegnanti, che si rapporti al contesto attuale e possa completare il pregevole quadro normativo fornendo al docente un riferimento morale estremamente significativo. 11 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2017

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