Marzo-Aprile 2017
Perché se in Italia non sconfiggiamo l’in- differenza a scuola, ci costringiamo a vi- vere al di sotto delle possibilità di questa nazione. In sintesi per me gli ostacoli per afferma- re tra i giovani dei valori sono: - La possibilità di fare a meno di relazionar- mi con chi mi circonda; - La perdita di importanza attribuita ai valo- ri, a favore di un crescente riconoscimento delle usanze e dei modi di essere che mi piacciono; - La mancanza a scuola dei tempi necessari per un’educazione alla cittadinanza. Le proposte Le proposte sono: 1. Ora di educazione civica Nelle scuole a oggi è assente un monte ore autonomo per l’insegnamento dell’edu- cazione civica. Non riesco a immaginare un modo migliore per affermare i valori della convivenza civile se non permettere alle stu- dentesse e agli studenti d’Italia di confron- tarsi sulla carta costituzionale, sotto la guida di un docente, in un luogo bello e carico di significato come la scuola. E questa vi assi- curo che è un’esigenza che avvertono per primi le studentesse e gli studenti d’Italia. Le testimonianze raccolte in questo mio triennio di servizio all’associazione mi con- fermano che c’è ancora speranza, che qual- che giovane ancora non è completamente anestetizzato, ma c’è bisogno di coltivare le aspirazioni dei giovani. C’è bisogno di alme- no un’ora settimanale per studiare le basi del diritto in Italia, a livello europeo e inter- nazionale, c’è bisogno in quell’ora di con- frontarsi su temi di attualità che richiedono un’interpretazione da parte del professore, che è un punto di riferimento per i più gio- vani. 2. Valorizzazione degli spazi e dei tempi a disposizione degli studenti Ma la conoscenza non basta, non c’è re- sponsabilità senza partecipazione. Ecco perché oltre a un’ora di cittadinanza può aiutare la valorizzazione prima di tutto da parte dei docenti degli spazi e dei tempi propri degli studenti. Mi riferisco alle as- semblee di classe, di istituto, il comitato studentesco, luoghi oggi deserti, abbandona- ti. Ma non si diventa cittadini se a scuola non si impara la bellezza di aiutarsi, di prendere insieme delle decisioni, di costruire come si può il bene comune. Una proposta che ab- biamo messo in piedi negli ultimi due anni è stata la valorizzazione della rappresentanza studentesca. Abbiamo istituito una commis- sione nazionale di 5 studenti per offrire la possibilità di un accompagnamento persona- le a chiunque potesse desiderare di candi- darsi negli organi di rappresentanza studen- tesca, offrendo motivazioni ma anche un so- stegno per destreggiarsi tra le norme che re- golano la vita della scuola. Oppure un’altra proposta classica del MSAC è l’invito agli studenti ad abitare le scuole oltre l’orario scolastico, per studiare insieme, per confrontarsi su temi di attuali- tà; per esempio nel mese di ottobre invece di scioperare le studentesse e gli studenti di AC hanno preferito stare a scuola e parlare di costituzione, in vista del referendum. Tutto questo perché abbiamo imparato da don Lorenzo Milani che «Il problema degli al- tri…». 3. Valorizzazione dell’associazionismo Infine e questa è una proposta che va an- che oltre il periodo della scuola, in Italia abbiamo bisogno di riscoprire il desiderio di stare insieme, di crescere insieme, per esempio attraverso l’impegno nelle associa- zioni. Il volontariato, l’associazionismo ci forma, e permette di uscire dal proprio egoismo per dedicarsi al dialogo, che, come ci ha ricordato papa Francesco a Firenze, non è semplicemente parlare, ma fare le cose insieme. 9 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2017
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