Marzo-Aprile-2016
scansione temporale del suo incarico e degli obiettivi assegnati a questo connessi. la valutazione dei docenti consiste nel famoso bonus di retribuzione accessoria che ogni anno verrà assegnato dal dirigente scolastico ai docenti che saranno giudicati come meritevoli, seguendo i criteri appro- vati dal comitato di valutazione della scuo- la, presieduto dallo stesso dirigente e costi- tuito da tre docenti, due genitori (nel II ci- clo un genitore e uno studente), un mem- bro esterno designato dall’USR. l’entità del bonus annuale che dovrà essere suddiviso fra gli 8mila istituti è al momento di 200 milioni. a nostro giudizio, si tratta di uno degli aspetti più deludenti dell’intera legge per almeno due ragioni. primo, perché non si indica in modo chiaro il nesso che dovrebbe esserci fra valutazione del lavoro dei docen- ti e gli obiettivi di miglioramento della scuola, senza il quale non vengono forniti ai docenti i giusti incentivi a cooperare come una «squadra» insieme con i propri colleghi e con il dirigente per il conseguimento di tali obiettivi, siano essi didattici o organiz- zativi. In altre parole, nella migliore ipotesi e quand’anche si eviti il rischio di creare di- visioni fra i docenti, il bonus rappresenta un generico riconoscimento all’impegno passa- to, ma privo di un’evidente proiezione al futuro e, in particolare, a quel circolo vir- tuoso valutazione/miglioramento che ispira la logica del SnV, così come definito dal dpR 80. Secondo, perché si riduce la pro- spettiva meritocratica a un premio moneta- rio una tantum, perdendo l’occasione di ri- conoscere la qualità del lavoro dei migliori insegnanti sia sul piano didattico sia su quello organizzativo (le due dimensioni nel- la complessità della scuola di oggi non pos- sono più essere tenute disgiunte) attraverso progressioni di carriera, accompagnate da incrementi di retribuzione non più legati, com’è ora, agli scatti di anzianità. Recuperando la valutazione dei dirigenti scolastici e inserendo quella dei docenti, la legge 107 non si è però preoccupata di ren- derle davvero coerenti con la valutazione delle scuole prevista dal SnV preesistente. È sufficiente porre attenzione alle diverse scansioni temporali delle tre valutazioni per comprendere che ci sono notevoli rischi d’incoerenza, quando non di paradossi. Co- me abbiamo detto, la valutazione delle scuole – finché non si porrà rimedio alla de- bolezza del corpo degli ispettori – procede per tempi molto lunghi. quella dei dirigenti scolastici sarà ogni tre anni. la valutazione dei docenti e il bonus conseguente saranno, invece, annuali. allo stato attuale, dunque, potrebbe verificarsi che il processo di valu- tazione di una data scuola porti all’identifi- cazione di una specifica criticità, ad esem- pio, degli apprendimenti di matematica e che nella valutazione del dirigente scolasti- co si tenga conto di questa criticità. al tempo stesso, però, quel dirigente scolasti- co potrebbe avere in quegli anni premiato con il bonus, seguendo i criteri proposti dal suo comitato di valutazione, molto inse- gnanti di matematica dell’istituto. In que- sto modo è impensabile che il sistema di valutazione spinga tutti gli attori a muover- si all’unisono per colmare le lacune del sin- golo istituto. Le lezioni di VSQ In definitiva, la sovrapposizione di SnV e legge 107 sui temi della valutazione non ga- rantisce che tutti i soggetti della scuola e, in particolare, dirigenti e docenti abbiano un obiettivo di miglioramento comune e che ciascuno risponda solo di ciò su cui può esercitare un’influenza diretta. per fare un po’ di ordine, eliminare le in- coerenze e rimettere in carreggiata il SnV sarà necessaria volontà politica, ma anche la capacità di apprendere dalle lezioni del passato recente. alcune di queste possono venirci dalla sperimentazione VSq, nata nel 2010 per iniziativa del ministro gelmini. mentre un’altra sperimentazione, sempre voluta dal ministro e chiamata Valorizza, si concentrava sulla valutazione dei docenti su base reputazionale (e forse a questa si è ispirato il discutibile bonus della legge 107), VSq si proponeva, invece, di valutare le scuole sulla base sia dei risultati di appren- dimento (valore aggiunto calcolato a partire dalle prove Invalsi) sia di altre sette dimen- sioni scolastiche ritenute fra le più rilevanti (fra cui l’inclusione di BES e stranieri, le at- 29 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2016
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