Marzo-Aprile-2016

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2016 30 tività di recupero, potenziamento e orienta- mento ecc.) e rilevate attraverso visite da parte di team di osservatori, simili per com- posizione e ruolo a quelli che dovrebbero ora essere formati per il SnV. all’esito positivo della valutazione trien- nale era associato un premio piuttosto con- sistente: ciascun istituto classificatosi nel primo 25% riceveva 35mila euro dopo una valutazione intermedia a distanza di un an- no dall’inizio della sperimentazione e altri 65mila al suo termine. alla sperimentazio- ne, portata a compimento nel 2014 e moni- torata su incarico del mIUR dalla fondazio- ne agnelli, parteciparono 77 scuole secon- darie di I grado delle province di pavia, arezzo e Siracusa, con gruppi di controllo in scuole degli stessi territori. Che cosa abbiamo imparato da VSq che possa essere di particolare aiuto nell’attua- le fase del dibattito sulla valutazione? quat- tro lezioni ci sembrano particolarmente pertinenti e utili ad affrontare alcune que- stioni oggi aperte. prima lezione. nonostante piani di mi- glioramento e consistenti incentivi premiali, gli apprendimenti nelle scuole VSq non sono cresciuti più delle altre scuole. per contro, buoni progressi nel tempo sono stati, inve- ce, registrati dai giudizi dei team di valuta- zione esterna nelle altre dimensioni scola- stiche osservate. Se i risultati altalenanti sugli apprendimenti (segnali positivi dopo il primo anno, svaniti al termine del triennio) chiamano in causa il fenomeno del cheating in terza media, soprattutto nelle scuole di controllo, in generale si è riscontrato uno scarso incentivo al miglioramento delle scuole legato alla prospettiva di ottenere premi economici: in questo senso, abbinare la dimensione valutativa a quella premiale non si è dimostrata una scelta efficace con il rischio, al limite, di compromettere gli stessi strumenti di valutazione. dai piani di miglioramento emergono anche difficoltà incontrate dalle scuole nel passaggio da ge- neriche idee-guida alla concreta struttura- zione di quadri progettuali. Seconda lezione. I processi valutativi oscillano in permanenza tra due estremi, entrambi sbagliati: l’approccio monodi- mensionale, che ignora la complessità del- la scuola, e l’approccio olistico, che vor- rebbe tener conto di un’infinità di aspetti diversi. Concentrandosi sui nove indicatori menzionati, VSq ha raggiunto un compro- messo equilibrato tra la «dittatura dell’in- dicatore unico» e la dispersività del voler valutare tutto. Va evitata la moltiplicazio- ne delle dimensioni da valutare: oggi in SnV c’è un disorientante eccesso di indica- tori, ulteriormente complicato dalle so- vrapposizioni con la legge 107. terza lezione. dall’inizio alla fine di VSq sono passati tre anni; nel frattempo molto è cambiato dentro le scuole della speri- mentazione, a causa di trasferimenti, ces- sazioni e dimensionamento, che sono feno- meni diffusi e comuni a tutto il nostro si- stema scolastico. questo ci conferma che la valutazione deve essere tempestiva. I tempi troppo lunghi per la valutazione esterna delle scuole prevista oggi da SnV possono mettere a rischio la titolarità dei processi di miglioramento, anche per il tur- nover di dS e docenti. quarta lezione. a un anno dalla consegna dei premi molti dS delle scuole VSq vincitri- ci non hanno ancora deciso come usarli. So- lo il 27% delle scuole dopo un anno aveva allocato tutti i premi; quando i premi sono andati ai docenti, in circa il 40% dei casi si è verificata una distribuzione «a pioggia», ma in tantissimi altri casi le scuole hanno preferito indirizzare il premio non ai docen- ti, ma a progetti. questo ci conferma che nella scuola italiana permane una lontanan- za culturale dalle logiche premiali. per ana- logia, ci si può chiedere come si comporte- ranno i comitati di valutazione e i dirigenti scolastici con il bonus ai singoli docenti del- la legge 107. In particolare, la sperimenta- zione ha rafforzato la convinzione già soste- nuta nel nostro rapporto La valutazione del- la scuola : le attività di valutazione vanno scollegate dal riconoscimento di premi, per- ché l’enfasi sulla premialità rende di fatto inutilizzabile qualsiasi indicatore adottato. In particolare, la logica dei premi è partico- larmente negativa nel caso della valutazio- ne dei docenti e ad essa andrebbe preferita la logica della costruzione della carriera, che invece è purtroppo del tutto assente nella legge della Buona Scuola.

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