Marzo-Aprile-2016

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2016 28 valutazione e miglioramento (della qualità degli apprendimenti, ma anche degli altri tanti compiti della scuola di oggi) che avrebbe dovuto scaturire dalla necessaria integrazione di strumenti di valutazione esterna e interna. dalle indicazioni scaturi- te da diversi parametri e indicatori quanti- tativi (fra cui, il cosiddetto «valore aggiun- to contestualizzato» calcolato a partire dai risultati Invalsi) e dagli esiti delle visite degli ispettori miur nelle scuole, con indi- viduazione delle criticità di ciascuna, do- veva innescarsi un processo interno agli istituti che – con il contributo dell’Indire – doveva portare a un piano di miglioramen- to didattico e organizzativo: i progressi an- davano prima monitorati attraverso l’auto- valutazione e successivamente, a scadenze periodiche, validati da un nuovo ricorso al- la valutazione esterna, in tal modo chiu- dendo il circolo valutazione-miglioramento in modo virtuoso. Il Sistema Nazionale di Valutazione prima della Buona Scuola: le modifiche dal 2013 nei due anni successivi al dpR 80 il mo- dello di SnV è stato in parte modificato, an- che se non tutti i cambiamenti sono stati – a nostro avviso – opportuni. In particolare, il peso relativo dell’autovalutazione è andato crescendo, con un ruolo sempre più centra- le affidato ai RaV (Rapporti di auto Valuta- zione), mentre parallelamente si è affievo- lito quello della valutazione esterna. per gli indicatori quantitativi, la scelta di ridimen- sionamento è dovuta in parte alla volontà di rendere la valutazione più «digeribile» alle scuole, in parte ad alcuni problemi di natu- ra tecnica e metodologica: presenza di cheating (comportamenti scorretti da parte di studenti e docenti nelle prove Invalsi, che ne alterano i risultati); ritardi nell’ela- borazione del valore aggiunto; difficoltà nella qualità dei dati a causa anche del boi- cottaggio delle prove Invalsi del 2015. an- che il ruolo delle visite ispettive è stato nei fatti ridimensionato, purtroppo. la percen- tuale di scuole da visitare annualmente è scesa dal 10% al 5%: a questi ritmi perché ognuno degli 8mila istituti italiani riceva al- meno una visita ci vorranno – il calcolo è semplice – venti anni, un’eventualità che svuoterebbe di significato l’intero processo valutativo. più in generale, non c’è dubbio che l’ostacolo posto dalla esiguità degli dirigen- ti tecnici oggi in servizio (solo il 42% dei 191 in organico, che comunque sarebbero trop- po pochi) e dalla difficoltà a reperire risor- se per assumerne di nuove sia al momento uno dei più minacciosi: senza un numero adeguato di ispettori alla guida dei team valutativi (ignoriamo qui la questione del reclutamento e della formazione degli altri membri dei team) non solo il SnV non andrà a regime, ma sarà anche difficile avviarlo compiutamente, dopo la prima stagione dei RaV. davvero si vuole che il lavoro fatto fin nelle scuole vada buttato via o resti comun- que autoreferenziale e che il SnV si arresti al primo tornante? La valutazione nella Buona Scuola prima della Buona Scuola, il SnV non pre- vedeva la valutazione dei docenti. Il dpR 80 lasciava, inoltre, sostanzialmente indeter- minata la questione della valutazione dei dirigenti scolastici, pur prevedendola con esplicito e consueto riferimento all’art.25 del d. lgs. 165/2001. Con la legge 107 lo scarto è notevole: la nuova normativa riscopre la valutazione dei dirigenti scolastici e introduce la valutazio- ne dei docenti. la valutazione del dirigente in vista di una retribuzione di risultato si baserà su in- dicatori che dovranno tenere conto del «contributo del dirigente al perseguimento dei risultati per il miglioramento del servi- zio scolastico previsti nel rapporto di auto- valutazione» e alcuni criteri generali quali (I) le competenze gestionali e organizzative finalizzate ai risultati, (II) la correttezza, la trasparenza, l’efficacia e l’efficienza del- l’azione dirigenziale, (III) la valorizzazione del personale; (IV) la reputazione del dS nella comunità professionale, (V) il suo con- tributo al miglioramento del successo for- mativo degli allievi e dei processi didattico- organizzativi e (VI) la direzione unitaria del- l’istituto. la valutazione del dirigente sarà triennale, in coerenza con la medesima

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