Marzo-Aprile-2016
locali, di varie amministrazioni, di Coopera- tive sociali. Ciò significa capacità di ascol- to, di empatia professionale e personale, di riconoscimento della dignità professionale dell’altro, di mediazione, di sostegno, di decisione e di problem solving , di soluzione di conflitti, di comunicazione e di assertivi- tà costruttiva. dovrebbe essere uno specia- lista di decisione comune, dove aiuta tutti a comunicare realmente, a rispettare i ruo- li, a scambiarseli, a decidere insieme, a fondere saperi e prospettive, mediando so- luzioni nuove, diverse dalla semplice som- ma delle parti. Un diplomatico, anche, che conosce le varie lingue che le professioni parlano e le rispettive culture. Un mediato- re che non si stanca di connettere, avvici- nare, limare, fondere, trovare un filo di raccordo, di progetto comune, di impegno collettivo, di decisione condivisa, di patto operativo. l’insegnante specializzato per il soste- gno può essere una fonte importante di aiu- to e di supporto anche per la famiglia dell’alunno disabile, che ancora troppo spesso è da sola nel suo ciclo di vita. la famiglia può diventare la migliore alleata di un percorso di integrazione scolastica e sociale e va trattata co- me un alleato prezioso: con considerazione, ascolto, empatia, comu- nicazione, mediazione e coinvolgimento continuo. ma anche fissando assie- me regole, confini. dunque il ruolo del- l’insegnate di sostegno è fondamentale nel proces- so di inclusione, abban- donando ormai posizioni marginali e prospettan- dosi come risorsa compe- tente e mediatrice. oggi il suo ruolo non si limita al rapporto esclu- sivo con l’allievo in situazione di disabilità, ma lavora con la classe, così da fungere da mediatore tra l’allievo disabile e i compa- gni, tra l’allievo disabile e gli insegnanti, tra l’allievo disabile e la scuola. un compito semplice orientare un piano educativo individualizzato verso una dimen- sione di progetto di vita adulta, soprattutto se il bambino è piccolo, e questo orienta- mento si dovrà declinare a livello tecnico, esistenziale e contestuale l’insegnante specializzato prima di tutto «è», poi «fa», l’insegnante. non è una pro- fessione alla portata di tutti, proprio per- ché incontra la disabilità e la sofferenza psicologica. ovviamente al di là di un per- corso di studio abilitativo, è necessaria una formazione personale al livello emotivo, esistenziale e culturale. proprio perché ci si rapporta con creature umane spesso indi- fese, fragili, insicure, impaurite, questa professione è una miniera che arricchisce, in quanto non solo si dà, si insegna, si gui- da, si forma, ma nello stesso tempo si rice- ve, si impara, si segue, si cresce su ogni piano, emotivo, psicologico, relazionale e professionale. l’insegnante specializzato è un perno, un catalizzatore di processi, un garante di un equilibrato funzionamento collettivo. È co- lui che tesse reti di relazioni significative a livello professionale con i colleghi curricola- ri, con gli educatori, con il personale assi- stenziale, con i familiari, con gli operatori sociali e sanitari, con le figure importanti di un territorio, con i rappresentanti degli Enti 26 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2016
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