Marzo-Aprile-2016

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2016 25 il funzionamento non la malattia, i punti di forza non i punti di debolezza. Basa il suo lavoro sul «sa fare» no sul «non sa fare». Ha la capacità di individuare e rispondere ai specifici bisogni educativi di ogni alunno, con interventi calibrati sulle condizioni per- sonali di ciascuno, di conoscere sia la speci- fica situazione del soggetto, sia quelle del gruppo e della comunità scolastica in cui es- so viene inserito e, pertanto, di diversifica- re tempi e modi di intervento in relazione alla natura e all’entità della disabilità, di condurre direttamente interventi specializ- zati, centrati sulle caratteristiche e le risor- se dell’allievo diversamente abile, di elabo- rare i testi adattandoli, semplificandoli e arricchendoli sulla base dei diversi bisogni di apprendimento, a partire dalla conoscen- za di metodologie particolari, in un lavoro complementare e sinergico con l’insegnante curricolare. l’insegnante specializzato è un buon mezzo di trasporto per l’identità dell’alun- no verso l’essere adulto. È un «profeta» che vede adulto quel bambino che ha di fronte, che lo immagina adulto, con le sue necessi- tà e i suoi desideri, nel lavoro, in casa, nel- le relazioni affettive, con gli amici. non è tutto il personale scolastico attui strategie e tecniche che consentano la realizzazione di una effettiva integrazione. la funzione del docente di sostegno non può essere se- parata da quella dei colleghi. quello del Consiglio è un lavoro di squadra, sinergico, complementare. Solo insieme è possibile costruire quello che Ianes definisce «una speciale normalità». oggi l’insegnante specializzato è considerato, a tutti gli effetti, una risorsa per un lavoro di collaborazione sia sul piano della progettualità e della programmazione del- l’azione scolastica, sia sul pia- no della realizzazione operati- va del progetto stesso. garan- tisce un reale supporto alla classe nell’assunzione di stra- tegie e tecniche pedagogiche, metodologiche e didattiche in- tegrative. Collabora con gli al- tri insegnanti al fine di adatta- re la programmazione, pensan- do a tutti gli studenti, esami- nando i problemi che si po- trebbero incontrare e svilup- pando metodi di insegnamento e materiali, che permettano il loro superamento e, trattando, nel fare ciò, le difficoltà dei soggetti disabili come aree problematiche della programmazione di classe stessa, più che bisogni speciali di un solo soggetto. partecipa alla programmazio- ne del «quotidiano insegnamento», contri- buendo alla scelta di strategie di insegna- mento utilizzabili con tutta la classe e col- laborando alla predisposizione dei materiali e dei supporti didattici facilitanti l’appren- dimento dei diversi alunni, partecipando at- tivamente all’erogazione di insegnamenti nei confronti dell’intera classe. In un mondo sempre più conforme, glo- balizzato, stereotipato, omologato, dove si parla alle masse, alla gente, dove ci si na- sconde dietro la moda, i luoghi comuni, il conformismo, l’insegnate di sostegno» ti dà del tu». Si rivolge alla persona, consideran- do ogni aspetto del suo vissuto: familiare, psicologico, sociale, cognitivo, affettivo, relazionale. Vede la salute non la patologia,

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=