Marzo-Aprile-2016
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2016 22 ne ricordiamo alcuni: l’introduzione del- lo Statuto delle Studentesse e degli Studen- ti, il patto educativo di corresponsabilità, il contrasto alle diseguaglianze socio-cultu- rali e territoriali, la prevenzione e il recu- pero dell’abbandono e della dispersione scolastica ( in coerenza con il profilo educa- tivo, culturale e professionale dei diversi gradi di istruzione) per realizzare una scuo- la aperta quale laboratorio di ricerca, spe- rimentazione e innovazione, l’educazione alla cittadinanza attiva per garantire il di- ritto allo studio e le pari opportunità for- mative. questi continui interventi di fatto hanno modificato e stanno trasformando soprat- tutto la natura-figura di chi nella scuola svolge compiti dirigenziali e/o di coordina- mento. In questo momento storico di fatto sta diminuendo l’autonomia delle scuole stata- li, anche se la recente legge n. 107 del 13 luglio 2015 afferma all’art. 1, c. 1 «la pre- sente legge dà piena attuazione all’autono- mia delle istituzioni scolastiche di cui al- l’art. 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59» . fin dalla sua introduzione, l’autonomia scolastica è stata un’autonomia funzionale (come la definì il CEnSIS) e non una autono- mia completa, a 360 gradi. alle scuole sta- tali e ovviamente alle scuole paritarie veni- va concessa l’au- tonomia organiz- zativa, didatti- ca, di ricerca, sperimentazione e innovazione. (dpr n° 275/’99); le scuole paritarie esercitavano e esercitano tutto- ra la loro auto- nomia anche nel campo economi- co-finanziario, mentre in quelle statali, solo le istituzioni scola- stiche con auto- nomia ammini- strativa (es. gli istituti tecnici e professionali) potevano e possono avere una certa autonomia finan- ziaria. In ogni caso chi ha ruoli dirigenziali in scuole statali assume la responsabilità della gestione economico-finanziaria dell’istituto scolastico in solido con il dSga, mentre nel- la scuola paritaria tale responsabilità e i conseguenti obblighi e procedure sono a ca- rico del gestore e/o dell’Ufficio Economato e non del coordinatore didattico. E questa è l’esperienza che sto vivendo attualmente; il coordinatore didattico è si- curamente nella condizione di essere e di agire come leader educativo e riesce ad accompagnare i docenti nel loro lavoro pro- gettuale, ad avere colloqui con gli allievi, a ricevere i genitori, a interagire con interlo- cutori esterni: insomma a gestire quelle re- lazioni che rappresentano gli elementi co- stitutivi di un sistema formativo. Dall’idea di dirigente scolastico come manager a… quelle di leader educativo tra la fine degli anni ’90 e la conclusione del primo decennio del nuovo secolo si af- fermò l’idea di paragonare la funzione del dirigente scolastico a quella di un manager aziendale. In molti furono i sostenitori di questa idea. personalmente, ma non sono
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