Marzo-Aprile-2015

SALUTO DELL’ON. ELENA CENTEMERO LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2015 6 Elena Centemero, Forza Italia G razie alla Presidente per avermi dato questo grande onore di poter interve- nire su un tema che ritengo fonda- mentale per le nostre famiglie e per il no- stro Paese in una giornata come quella di oggi nella quale ci aspettiamo a breve un Disegno di Legge della Buona scuola. È molto difficile parlare dopo gli inter- venti dei Ministri Fioroni, Berlinguer e della sottosegretaria D’Onghia che rappresentano le istituzioni e che, pur non appartenendo all’area politica a cui aderisco, hanno la mia stima perché negli anni si sono occupati di scuola con uno sguardo lungimirante che pone al centro della scuola quello che è giusto che vi sia, cioè i nostri studenti e studentesse che sono innan- zitutto «perso- ne». Nell’espe- rienza parla- mentare di questi anni ho portato la mia esperienza per- sonale, sono stata insegnante di latino-greco e dirigente scolastico, che accompagna ancora il mio interagire con i provvedimenti, in particolar modo quelli che riguardano la scuola. L’esperienza parlamentare, inoltre, mi ha fatto capire che le rigidità delle parti, la contrapposizione e gli scontri non servono a fare ciò che è importante per i nostri stu- denti e studentesse. Perciò, credo più che mai in questo momento del Paese, del Par- lamento, della vita istituzionale e politica, sia importante poter lavorare insieme, col- laborare ed operare. Accolgo l’invito fatto dal Ministro Berlinguer a cercare di «guar- dare». Dobbiamo farlo anche noi che siamo insegnantie dirigenti e andiamo spesso a vedere i lati negativi e positivi, dobbiamo valorizzare la nostra scuola, grazie anche all’aiuto delle associazioni, come la vostra che ha un’esperienza così ampia e grande di supporto alle istituzioni nella delineazione e definizione di politiche scolastiche e degli interventi scolastici. Questa necessità di va- lorizzare ciò che c’è di positivo è ciò di cui ha molto biso- gno il Paese, le scuole, i ragazzi e le famiglie. Dall’altra parte è importante cercare di cor- reggere, modifi- care ed interve- nire là dove ci sono delle visio- ni anche diver- se, ma con un comune prospet- tiva, noi dobbia- mo, e prima di tutto lo dico a me stessa, uti- lizzare una pro- spettiva che guarda avanti e pone al centro la formazione dei nostri studenti e soprat- tutto la valorizzazione della persona. Per chi fa educazione sono necessari valori soli- di alle spalle, che indirizzano la propria azione educativa e permettono la valorizza- zione dei talenti. Non amo la parola merito, ma talento ed è ciò che hanno i nostri ra- gazzi di bello e di grande e che viene indivi- duato dallo sguardo di un educatore e di un insegnante preparato che si mette in gioco

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