Marzo-Aprile-2015

SALUTO DELL’ON. ANGELA D’ONGHIA Angela D’Onghia, Sottosegretario MIUR S aluto i presenti con simpatia, nel signi- ficato etimologico del termine, nel senso di sentimi legata a voi dalle stes- se emozioni, e ringrazio di cuore la vostra Presidente Nazionale per l’invito rivoltomi a presenziare a questo convegno che intende ripercorrere la storia gloriosa della vostra Associazione, che festeggia per l’appunto il 70°anniversario dalla sua nascita, ma che è già proiettata in coerenza con il passato ed il presente a costruire un futuro altrettanto positivo. Ritengo che questi eventi, programmati per celebrare questo importante Anniversa- rio, e che culmineranno nell’udienza del Santo Padre di sabato prossimo, in occasio- ne della quale sarò ancora con voi, oltre a rappresentare momenti di incontro di gran- de rilievo sotto il profilo umano, svolgono anche una funzione rivitalizzante dei valori che sono alla base della vostra formazione umana e professionale. Ben consapevole di questi valori, non posso non esprimervi il mio apprezzamento sincero per le sfide quotidiane a cui vi espo- ne il vostro delicato compito educativo, e per le ansie ed il senso di inadeguatezza con cui siete costretti a far sempre i conti, perché come diceva la lettera di un inse- gnante «qualunque cosa si faccia non è mai sufficiente per avere la coscienza a posto». E se questo vale per tutta la categoria dei docenti, a maggior ragione vale per voi, educatori cattolici,che non riuscireste mai a mettere a tacere la vostra coscienza! E d’altra parte sarebbe troppo riduttivo circoscrivere il compito della scuola al- l’istruzione, quale semplice trasmissione di conoscenze e magari anche di competenze, perché ciò che dà senso all’istruzione è pro- prio l’educazione. Educare significa credere e testimoniare i valori che danno senso alle conoscenze ed alle abilità che la scuola deve trasmettere, significa dare strumenti alla libertà di cia- scuno per operare scelte di vita responsabili. Come sapete bene, elemento essenziale di ogni relazione educativa è l’amore, per- ché gli esseri umani necessitano sempre di qualcosa in più di una cura solo tecnica- mente corretta: hanno bisogno di umanità, hanno bisogno dell’attenzione del cuore. Concetti semplici e condivisibili che di- ventano complessi nella loro traduzione in comportamenti sistematici, quotidiani,con- tinuativi, specie in una società come la no- stra che è generalmente prigioniera di di- svalori, appiattita sul benessere materiale, sull’individualismo arrogante e sull’incapa- cità ad amare disinteressatamente. Sicché il vostro messaggio educativo di contenuto e stile diverso, rischia di essere percepito come alieno rispetto alle linee do- minanti della cultura moderna che spingono in direzione opposta all’annuncio cristiano. Se posso essere sincera con voi, vi direi che nella c.d. Riforma della Buona Scuola, avrei inserito qualche intervento aggiuntivo per darle una marcia in più sul versante educativo. Una celebre frase di Paul Claudel sembra darmi ragione: «La vita è fatta in parti uguali, di pace e di dolore, un uomo non è felice perché la sorte gli ha risparmiato sof- ferenze e sacrifici, ma perché ha incontrato un ideale grande e bello al quale dedicare le sue migliori energie». Concludo con un suggerimento che sono certa accoglierete con favore: aiutate i vo- stri studenti ad incontrare nelle pagine di letteratura, di storia o di arte, degli ideali grandi e belli da abbracciare e da seguire lungo il corso della loro vita. Non sarà diffi- cile entusiasmarli su questo versante, per- ché sarete voi, con la vostra vita, con la vo- stra passione, con la vostra gioia, a garanti- re l’assoluta validità di questo paradigma esistenziale. 5 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2015

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