Marzo-Aprile-2015
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2015 4 SALUTO DELL’ON. GIUSEPPE FIORONI Giuseppe Fioroni, già Ministro MIUR G razie alla Presidente e a tutti voi, non so se lo avete scelto apposta, ma è ancora un segno della Divina Provvi- denza, che in questo caso sta qui per illumi- nare voi e dovrebbe aiutarci a illuminare, visto che Consiglio dei Ministri fra poco tempo dovrebbe finalmente produrre il di- segno di legge sulla buona scuola. Dopo tan- te linee guida, principi a cui si sono ispirati, credo che se aveste fatto dono al Presi- dente del Consiglio dei princìpi che il vostro fondatore metteva alla base dei valori dell’UCIIM rispetto alla scuola pubblica italiana, gli avreste risparmia- to una serie di fatiche perché in quei testi sono descritte non solo le radici del passato, ma anche quelle che devo- no essere le radici del futuro della no- stra scuola. Il disegno di legge per la nostra scuo- la oggi esce meno ampio di quello che si immaginava, ma presenta alcune corre- zioni preventive rispetto ai testi iniziali, che riguardano non vicende sindacali, ma che vanno direttamente ad incidere sulla dignità della professione docente. C’è una polemica, che è nata oggi e proseguirà domani, circa i colpevoli che hanno costret- to il Presidente del Consiglio a togliere dal disegno di Legge la revoca degli scatti di anzianità. Penso, che al centro della buona scuola dobbiamo mettere gli interessi degli studenti, delle famiglie e di coloro che sono chiamati ad operare. Un primo cardine si basa sul fatto che chi opera nella scuola dovrà riuscire ad avere inevitabilmente quel tempo medio lungo che gli consenta di lavorare sui nostri figli, quindi il precariato dovrà essere rimosso e tolto di mezzo e la professione docente non deve essere ulteriormente umiliata perché è vero che non di solo pane vive l’uomo, ma in assenza di pane e solo in presenza di pre- ghiere, l’uomo rischia di morire di inedia. Siccome in quarant’anni tutti gli scatti di anzianità danno un docente un incremento di poco meno o poco più di 500 euro, non certo all’altezza di coprire né la svalutazio- ne monetaria né il potere di acquisto della moneta, se qualcuno aveva pensato di fi- nanziare il merito dei docenti, avrebbe do- vuto almeno prima dare a tutti uno stipen- dio adeguato e poi finanziare il merito dei migliori. Credo che la volontà del Presiden- te del Consiglio per il miglioramento della scuola sia stata una cosa utile, come altret- tanto i vari modi per togliere dalla scuola il precariato ed avviare un processo di dona- zione tenendo presente quegli spunti fonda- mentali, che avete pubblicato negli slide, che si educano le persone che sono al cen- tro dei processi e degli sforzi che noi faccia- mo e, se mettiamo al centro dei nostri sfor- zi le persone del docente e dello studente, penso che riusciremo a far scoccare quella scintilla unica e irripetibile che consente di disegnare il quadro del sapere e del cono- scere dei nostri figli. Vi auguro buon lavoro e vi ringrazio del- l’invito.
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