Marzo-Aprile-2015

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2015 44 CONCLUSIONE DELLA PRESIDENTE NAZIONALE ROSALBA CANDELA V eramente grazie alla Dott.ssa Stellac- ci le cui parole ci arricchiscono e ci motivano e credo questa sia una cosa ottima. Ci avviamo verso la chiusura di questi due giorni di convegno e domani ci sarà l’in- contro con Papa Francesco; penso che quel- lo sia il momento più alto di questo Conve- gno celebrativo dei nostri settant’anni. Ne approfitto per darvi qualche indicazioni: dalle ore 10.00 si potrà entrare nell’Aula Paolo VI, non dimenticate gli spillini perché è un segno identificativo, siamo solo noi UCIIM e non ci sono altri. Questa udienza, che non è stato molto facile ottenere, è ini- ziata con una lettera di richiesta e la nostra vicepresidente, il mio angelo custode, noi la chiamiamo amorevolmente il «capo», è andata a consegnarla. Poi, non so come, siamo riusciti ad avere questa Udienza Pon- tificia riservata esclusivamente all’UCIIM ed è una cosa veramente bella. All’inizio quan- do Mons. Sapienza mi ha chiesto quanti era- no i partecipanti, non ero pronta, gli ho ri- sposto che eravamo settecento, ma quando siamo diventati duemila non sapevo più co- me dirglielo, poi ci siamo rimboccati le ma- niche perché dovevamo farglielo sapere per farci aprire l’Aula Paolo VI, ce l’abbiamo fatta e lì incontreremo Sua Santità. Quindi dalle ore 10.00 ai cancelli, ci sarà il controllo, all’inizio si era pensato solo con gli spillini identificativi, ma poi i tempi non sono belli, allora si è deciso che si deve pas- sare anche velocemente dal metal detector così siamo più tranquilli. Nell’attesa del Pa- pa, non ci annoieremo perché c’è un coro che ci aiuterà a cantare canzoni molto cono- sciute, abbiamo presentato ai responsabili della sala una lista dell’animazione di tutto quello che faremo e ci è stata approvata. Dopo ci sarà il mio discorso al Papa, poi il suo discorso e infine lo saluteremo con un canto scritto appositamente, che la segre- teria nazionale ha inviato ai responsabili dei gruppi, perché incominciassero a preparar- si, ma non vi preoccupate perché domani ci eserciteremo ancora. Sarà un evento gran- dioso e strepitoso e l’Osservatore Romano gli dedicherà una pagina. La scuola, della quale abbiamo trattato ieri ed oggi, è stata sempre al centro del nostro impegni, siamo orgogliosi dell’essere UCIIM ed avere accompagnato la nascita della Repubblica italiana e della scuola ita- liana, in questi nostri settanta anni. È stato bellissimo partecipare alla riconfigurazione della scuola nel tempo. Stiamo ricordando soprattutto G. Nosengo a cui il Ministero in- titolerà un corridoio, gesto che ci rende fie- ri e, soprattutto siamo orgogliosi di tutta la nostra storia. Dopo Gesualdo c’è stata Ce- sarina Checcacci, sappiamo quanto si è spe- sa per la scuola. C’è quel meraviglioso, e non mi stancherò mai di dirlo, decreto 275 del ’99 attuativo dell’Autonomia scolastica che è stato scritto nella sua UCIIM e nessu- no osa metterlo in discussione perché anco- ra oggi è una meraviglia. Penso che costitui- sca la leva per portare a compimento l’au- tonomia. Dopo Cesarina Checcacci, c’è sta- to Luciano Corradini, poi Maria Teresa Lupi- di Sciolla, poi Giovanni Villarossa e infine è toccato a me. Non vi preoccupate che ven- t’otto anni occupati dalla stessa Presidente non succederanno più, abbiamo messo un li- mite perché bisogna sempre rinnovarsi. Quale sarà il futuro dell’UCIIM? Sarà, co- me sempre, al passo coi tempi, anzi precor- rerà i tempi. Per esempio, non si può fare più a meno della valutazione del docente, credo che sia anche giusta, purché, come abbiamo scritto nel nostro documento, i parametri valutati- vi siano scientificamente fondati e uguali per tutti. Facciamoci valutare, voi avete

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