Marzo-Aprile-2015

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2015 42 RILEGGERE NOSENGO Lucrezia Stellacci, Consulente del Sottosegretario MIUR D’Onghia U n saluto affettuoso a tutti i soci di questa grande Associazione, a voi che siete qui a festeggiarne il 70 anniver- sario ed agli altri che sono dovuti, per ra- gioni varie ma di sicuro non volontarie, ri- manere a casa. Loro meritano un pensiero di solidarietà e di fratellanza da parte no- stra perché nella nostra associazione siamo tutti importanti. Ho conosciuto l’UCIIM molti anni fa, anzi le nostre strade si sono spesso incrociate, avendo io lavorato sempre nell’Amministra- zione scolastica in diverse Regioni e l’UCIIM sempre nella scuola, e dagli incontri ho sempre tratto una impressione di se- rietà, di profes- sionalità, di pro- fonda umanità. Sono stata sempre favorevo- le all’associazio- nismo, per la fun- zione che le Asso- ciazioni svolgono di potenziare l’identità professionale degli associati, e di dar loro forza e visibilità al- l’esterno. Scarsa fortuna nell’Amministra- zione, al contrario della Scuola. Pur guardandovi con ammirazione, ho sempre ritenuto la mia appartenenza ammi- nistrativa un ostacolo a farne parte, finché non sono venuta a Roma chiamata dal Mini- stro Profumo come Capodipartimento Istru- zione ed in tale veste ho cominciato ad in- trattenere rapporti con la Presidente nazio- nale e la inseparabile vice Anna Madeo che mi hanno saputo accogliere, coinvolgere ol- tre ad aiutarmi in una fase della mia vita molto delicata. Il resto della storia la conoscete bene, visto che ho cominciato a frequentare i vo- stri Congressi delle regioni, i congressi na- zionali, il Consiglio di presidenza, ed a par- tecipare alle decisioni, agli incontri cultura- li, fino a formalizzare questa appartenenza con una tessera associativa di socia onora- ria, che porta il n. 3. Di questo cammino fatto con voi e che mi auguro possa continuare a lungo, io non posso che ringraziarvi con tutto il cuore. Sono sempre stata convinta che quello dell’insegnante è un lavoro straor- dinario, una mis- sione che nessu- no stipendio po- trebbe remune- rare adeguata- mente, tanto da farlo ritenere una funzione in- dipendente dal- l’impegno che lo svolgimento di tale compito ri- chiede; ogni gior- no in classe si realizza uno scambio di emozioni che arric- chisce entrambe le parti della relazione, l’insegnante e lo studente che si lasciano coinvolgere dall’avventura della conoscenza. Ma questo accade solo quando l’insegnan- te ha determinate caratteristiche di sensibi- lità, di attenzione alle persone, di generosi- tà, doti essenziali ancora prima della prepa- razione e della tecnica didattica. Certo non sono sola a pensarlo ed a di- chiararlo. Tutti si sbilanciano nell’enfatizza- re la missione dei docenti, «eroi dei nostri tempi» li ho sentiti chiamare recentemen- te, ed è proprio così. Ma poi puntualmente se ne dimenticano

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