Marzo-Aprile-2015

che si riscontrano all’Università si regi- strano le difficoltà a scrivere in italiano correttamente ed a comporre il riassun- to; C) La selezione del personale docente in ingresso e non dopo anni e anni di atte- se e di servizio con riforme dettate da scelte economiche; D) L’ aggiornamento –cfr. Programma Poli- tico UCIIM 2014 punto 2.- in ingresso ed in itinere, obbligatorio e riconosciuto giuridicamente (ai fini della professio- nalità) ed economicamente, per tutti i docenti e non solo per un ristretto campione, e non una tantum o ad an- num ; E) La r iduzione delle ripeten- ze . I 503 milio- ni di euro (fon- te Dossier Tut- toscuola 2015) che sono spesi per le boccia- ture possono essere r icon- vertiti in atti- vità di recupe- ro e di rinforzo da parte dei docent i del - l’organico funzionale; F) La revisione del metodo di insegnamen- to , della didattica, che deve essere per competenze, e del lavoro in classe, a partire dalla scuola dell’infanzia. Inoltre le esperienze internazionali dimostrano che il successo negli studi non è connesso alla quantità delle ore di insegnamento frontale -l’Italia è in questo senso supe- riore alla media- ma alla qualità e plura- lità delle occasioni di apprendimento; G) L’ orientamento obbligatorio dalla scuola dell’infanzia alla scuola superio- re svolto in orario curricolare come in altri paesi europei; H) « Il coinvolgimento e la consultazione obbligatoria da parte del Miur delle As- sociazioni Professionali sui provvedi- menti riguardanti il sistema educativo di istruzione e formazione» cfr. Programma Politico UCIIM del 2014 punto 12.; I) Il rispetto delle materie di competenza della contrattazione collettiva del per- sonale docente ; inoltre non si po’ rin- novare la parte normativa tralasciando quella economica; J) L’ equilibrio finanziario, come è previ- sto nel Programma Politico UCIIM 2014 punto 9. Conclusione Fonti ispiratrici dei concetti di educazio- ne e di professionalità sopra esposti sono le idee e il patrimonio di pensiero sull’educa- zione che ci hanno trasmesso gli illustri pe- dagogisti dei secoli scorsi, tra i quali la Montessori, Don Milani, Don Bosco e il nostro fonda- tore Nosengo: so- no le idee e i va- lori positivi e co- struttivi, che pro- ducono le riforme sagge e non vice- versa. Oggi, prima di scrivere qualun- que riforma della scuola, quale pre- messa essenziale, che ancora manca, dobbiamo porre come fondamento? - Il piano di sviluppo del paese per i pros- simi vent’anni nel quale incardinare le nuove disposizioni per la scuola ; - Il profilo del cittadino che si vuole for- mare per costruire il paese : uno studen- te «ben inbottito e/o enciclopedico» o «uno studente equilibrato e pensante»? Fissati questi pilastri, ponendo la perso- na dello studente al centro dell’azione edu- cativa, sarà possibile ridare ai docenti il ruolo sociale, educativo e culturale che loro compete e formare il «tipo» di cittadino che il nostro paese si è proposto. La scuola non è semplicemente una co- munità, cioè un luogo di incontro tra le persone, «è di più», è la «comunità edu- cante», nella quale si costruiscono insieme identità e futuro e si incontrano i saperi del mondo. 41 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2015

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