Marzo-Aprile-2015
professionalità ed equilibrio, collaborando con loro. La valutazione e l’autovalutazione dei docenti è certamente un compito che esige preparazione, serietà, un cambiamento di prospettiva non solamente della dirigenza, ma anche dell’insegnante. Paradossalmente noi docenti, che passia- mo la vita a verificare e valutare le perfor- mances dei nostri alunni, abbiamo serie dif- ficoltà a riconoscere e valutare quelle che sono le nostre competenze professionali. Se è assolutamente vero che la nostra profes- sione è anche vocazione, perché «quel che più conta è la qualità della relazione instau- rata con i destinatari dell’insegnamento» (6), ritengo che non bastino la passione e la conoscenza della disciplina, ma che si deb- ba comprendere che i mutamenti sociali e culturali richiedono l’acquisizione di nuove competenze e sollecitano nuove responsabi- lità. L’autovalutazione del docente deve at- tivare un processo di riflessione e di cam- biamento nel processo di insegnamento. Il cambiamento degli scenari sociali, culturali ed economici richiede alle scuole un nuovo tipo di governance e un nuovo profilo pro- fessionale. Il docente deve, infatti, essere preparato a rispondere ai cambiamenti so- ciali e culturali attraverso la mobilitazione di nuove ed elevate competenze e l’assun- zione di responsabilità maggiori, di ruoli molteplici, con nuove funzioni professionali quali il coordinamento, la gestione, il con- trollo, la valutazione, la rendicontazione. Non si deve dimenticare, però, che il no- stro compito è formare gli studenti, cioè educare attraverso le discipline. Il proble- ma della valutazione e della rendicontazio- ne deve quindi tener conto che in primis gli insegnanti sono educatori, testimoni per le nuove generazioni. Un’altra questione fondamentale, a mio avviso, è il carattere situato dell’insegna- mento. Il miglioramento degli apprendimenti è necessariamente collegato alla qualità del nostro insegnamento. Occorre riflettere sul «far lezione» quotidiano per modificare la qualità dell’insegnamento e migliorare i livel- li di competenza degli alunni. Poiché il «far lezione» quotidiano è spesso un «far lezione» nell’emergenza, è necessario che i docenti siano preparati a rispondere con competenza senza che la frustrazione o la noia prendano il sopravvento. La qualità del miglioramento «si gioca » in classe quotidianamente. L’UCIIM ha il compito di accompagnare i docenti, attraverso una formazione, iniziale e in servizio, che privilegi la didattica, la moti- vazione, la relazione, la gestione della classe. La nostra associazione ha sempre avuto a cuore la professionalità docente, numerosi e sempre attuali documenti lo attestano. Nel 2004 l’UCIIM dell’Emilia Romagna – Lu- crezia Stellacci era il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale -, con altre associazio- ni professionali, collaborò alla ricerca sulla professione docente. Un ricco e documenta- to lavoro sulla professionalità docente, che dedica ampio spazio agli indicatori di lettu- ra della professione e al portfolio. La presa di coscienza della propria bio- grafia professionale, questione difficile per- ché gli insegnanti non sono abituati a farlo, si riferisce a quanto si è acquisito nel passa- to, ma è soprattutto necessaria per il pro- prio programma personale sulla formazione continua. Ogni insegnante deve essere mes- so nelle condizioni di progettare percorsi personali di sviluppo professionale. La narrazione di sé, la riflessione sulla propria biografia professionale, investono anche una dimensione più intima. L’inse- gnante, ricomponendo la frammentazione dei propri vissuti professionali, delle proprie esperienze, ripensa la propria storia, co- struisce un’immagine di sé, la propria iden- tità. Parlando di noi stessi a noi stessi co- struiamo un racconto su chi siamo e su cosa siamo stati. Gli obiettivi del portfolio inse- gnanti sono sicuramente il miglioramento della qualità dell’insegnamento e quindi dell’apprendimento degli alunni, una mag- giore consapevolezza di sé e un aumento dell’autostima personale. Come afferma An- drea Porcarelli, questo significa acquisire molteplici consapevolezze: delle radici del- la propria personalità, delle proprie compe- tenze professionali, della propria vocazione professionale. (6) M. H ÉNAFF Tra salario e dono. Il lavoro dell’insegnante , Scuola e formazione, p. 29. 38 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2015
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