Marzo-Aprile-2015

37 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2015 piano di autovalutazione. In questo proces- so saranno supportate dall’Invalsi, dall’Indi- re e dal contingente ispettivo. Il processo autovalutativo è quindi situato all’interno della scuola nella quale operiamo. «Il Rapporto di autovalutazione esprime la capacità della scuola di compiere un’au- tentica autoanalisi dei propri punti di forza e di criticità, alla luce dei dati comparabili. Inoltre, consente di porre in relazione esiti di apprendimento con processi organizzati- vo- didattici all’interno del contesto socio- culturale, di individuare le priorità e gli obiettivi di miglioramento… [Tale rapporto] consolida l’identità e l’autonomia della scuola, rafforza le relazioni collaborative tra gli operatori e responsabilizza tutta la comunità scolastica nel perseguimento dei migliori risultati» (2). Personalmente ritengo che l’ottica della Direttiva sia condivisibile ed estremamente rilevante. La grave situazione economica attuale, l’incertezza e la sfiducia nel futuro dei nostri studenti, i risultati delle prove Ocse Pisa e il preoccupante livello di disoc- cupazione del nostro paese, impongono agli insegnanti una seria riflessione sulla qualità degli apprendimenti e dei livelli di compe- tenza raggiunti dagli studenti. Come avvie- ne negli altri stati europei, è necessario che i docenti, forti della loro professionalità, sappiano render conto all’esterno del loro operato coinvolgendo nel processo anche i genitori e gli alunni. «In aula si fa l’insegna- mento e qui nascono i risultati di apprendi- mento e in definitiva il capitale sociale del nostro Paese» (3). Esiste in altri termini un problema di posizionamento italiano. Se si vuole parlare di valutazione come strumento per il cambiamento e il migliora- mento, occorre riflettere sulla professionali- tà docente e quindi sulla qualità dell’inse- gnamento, sui processi e non sui risultati, come sembra emergere dai documenti. Ri- flettere e modificare la propria prassi didat- tica, come Schon ha insegnato nel libro «Il professionista riflessivo», permette di incide- re sulla qualità degli apprendimenti dei no- stri alunni. Cambiare ottica infatti consente di diventare soggetti di questo cambiamento culturale e non di subirlo passivamente, co- me sembra oggi accadere in Italia. La valutazione di Istituto rimanda alla va- lutazione e all’autovalutazione del docente di cui si parla nella Bozza del decreto-legge «La Buona Scuola»del febbraio 2015. Altro argomento scottante oggetto di grande di- battito e preoccupazione in questi giorni. Il docente viene valutato dal Nucleo in- terno di valutazione, »composto dal dirigen- te scolastico e da altri due docenti mentori designati dal Collegio docenti, da un docen- te di staff, designato dal dirigente scolasti- co e da un dirigente tecnico» (4). «Il Nucleo interno di valutazione effettua la valutazione triennale dei docenti in servi- zio sulla base dei seguenti elementi: a) autovalutazione del docente; b) qualità della didattica; c) percorso professionale, anche in rela- zione all’organizzazione e alla progettualità della scuola» (5). La prima riflessione riguarda il delicato ruolo del dirigente scolastico e il cambia- mento della sua leadership . Mettere al cen- tro «la qualità dell’offerta formativa e degli apprendimenti», per garantire il migliora- mento dei propri studenti, significa modifi- care la gestione e l’organizzazione della scuola e curare la qualità dell’insegnamen- to. Per la vita dell’organizzazione diventa centrale porre molta cura nella formazione e nello sviluppo di team coesi (staff, gruppi di miglioramento, consigli di classe), in cui emergano e siano valorizzate le competen- ze di ciascuno. In quest’ottica, compito del Dirigente Scolastico è co-costruire significa- ti comuni, favorendo le capacità, la parte- cipazione e la responsabilità di tutti, indi- rizzati a uno scopo comune. Compito dell’UCIIM, in questo contesto di discussione e transizione, è accompagna- re il dirigenti scolastico nel processo di as- sunzione delle nuove responsabilità con (2) Ibidem, p. 7. (3) D. P REVITALI , Come valutare i docenti? , Editrice La Scuola, Brescia, 2012, p. 48. (4) Bozza del decreto-legge «La Buona Scuola»del febbraio 2015, art. 19, comma 6. (5) Bozza del decreto-legge «La Buona Scuola»del febbraio 2015, art. 19, comma 7.

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