Marzo-Aprile-2015
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2015 32 lità della scuola. Si tratta invece di ridare senso alla scuola, per recuperare la motiva- zione degli studenti, il significato che pos- sono attribuirle le famiglie, il ruolo sociale degli insegnanti. Se continuiamo ad affron- tare questi problemi in maniera settoriale, difficilmente riusciremo a risolverli. Quindi, va benissimo un recupero di prestigio pro- fessionale per gli insegnanti (che non è solo un recupero economico), va benissimo una nuova idea di scuola, ma soprattutto serve un’idea di scuola percepita come luogo in cui è piacevole, utile e necessario andare: non per forza ma per libera scelta, non per dovere ma per piacere. Da questo punto di vista la scuola deve essere sempre meno isolata. Penso quindi a tutti quegli elementi che possono essere importanti per il raccordo con altri mondi. Per esempio il raccordo tra scuola e lavoro (l’argomento riguarda soprattutto il secon- do ciclo). Ma non si deve risolvere il discor- so in termini utilitaristici, come se l’unico obiettivo della scuola fosse quello di prepa- rare ad un mestiere. Non dimentichiamo che il 52% dei nostri ragazzi in uscita dal primo ciclo si iscrive ai licei, che sono una scuola non professionalizzante. C’è l’idea che la scuola non prepari al lavoro, se non per gli indirizzi scolastici che hanno questa particolare vocazione. Sempre all’interno del secondo ciclo, il collegamento privile- giato può essere anche con l’ università , perché ci deve essere questo scambio, que- sta preparazione, questo passaggio di testi- mone dal mondo scolastico a quello univer- sitario, che è ancora ampiamente sottodi- mensionato rispetto alle sue potenzialità e a ciò che potrebbe effettiva- mente essere. Su questi temi l’UCIIM può dunque avviare un ampio di- battito al proprio interno e so- stenere le proprie conclusioni all’esterno, nel dialogo con gli altri soggetti, le altre associa- zioni professionali, l’apparato istituzionale, il mondo politi- co, il mondo sindacale. Proposte per la formazione dei docenti Contemporaneamente, oc- corre però investire nella for- mazione . Mi sentirei di pro- porre tre aree privilegiate su cui è necessario lavorare per un’associazione professionale che voglia mi- gliorare il senso del fare scuola. In primo luogo mi sembra importante puntare sull’ orientamento , che non è solo lo smistamento degli studenti ma un impe- gno che comincia dall’infanzia per insegna- re a riflettere, a prendere decisioni e ad as- sumere responsabilità. In secondo luogo occorrer investire sulla formazione in materia di valutazione didat- tica , che viene percepita come problema da tanti studenti e da tante famiglie: il destino scolastico legato al voto, all’esame, all’in- terrogazione, a un compito. Infine, una terza area in cui credo che sia utile andare a formarsi è la continuità : con- tinuità orizzontale e verticale, non solo quella all’interno del primo ciclo o tra primo e secondo ciclo o tra scuola e università, ma anche continuità tra scuola ed extrascuola, tra scuola e famiglia, tra scuola e gruppo dei pari, tra scuola e mondo del lavoro. Su questi punti, a mio parere, l’UCIIM ha di che riempire abbondantemente i prossimi anni, perché le riforme hanno bisogno di tempo, di confronto e di partecipazione.
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