Marzo-Aprile-2015
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2015 26 TESTIMONIANZA PER I 70 ANNI DELL’UCIIM Anna Di Gregorio, esperto Consiglio nazionale UCIIM R ingrazio la Presidenza per avermi of- ferta l’opportunità di esprimere pub- blicamente la mia testimonianza e, soprattutto, la mia riconoscenza all’UCIIM, a cui sono fiera di appartenere. Ritornando con la memoria al passato e scartabellando tra le carte durante la pre- parazione dell’evento che stiamo vivendo, ho potuto constatare, e in parte rivivere, quanto l’UCIIM ha operato proficuamente e con lungimiranza lungo l’arco dei suoi 70 anni. Un osservatorio attento e costante sulla Chiesa, sulla scuola, sulla società, un laboratorio continuo di proposte, di progetti: una vera fucina di idee che, in gran parte, si sono concre- tizzate sia a livello locale che nazionale. E che dire del nostro fondatore, G. Nosengo? Quante cose belle sappia- mo e abbiamo ascoltato in vari convegni su di lui!. Mi piace sottolineare qui un aspetto in lui, che non è secondario, cioè il forte senso dell’amicizia e della condivisione che intercorreva tra lui e i gio- vani insegnanti che gli si accostavano. Quanta attenzione aveva per i giovani e quanti cuori riusciva a scaldare con le sue parole! Un educatore a 360°! Nel mio breve intervento, però, voglio parlare dell’UCIIM e della sua funzione sto- rica solo in relazione alla mia esperienza vissuta al suo interno, ripercorrendone som- mariamente le tappe. Il mio incontro con l’Associazione è avve- nuto a Conegliano, nel Veneto. Entratavi quasi «in punta di piedi», ho potuto notare, maggiormente attraverso la rivista La Scuo- la e l’Uomo, quanto essa fosse interessata e impegnata nelle problematiche della scuola e della società. Per vari anni gli editoriali della Checcacci e gli articoli di don Rovea mi hanno accompagnato nella vita persona- le e professionale. Arrivata a Roma, ho intensificato i con- tatti con l’UCIIM consolidandone il senso di appartenenza. Avevo ricevuto molto, era ar- rivato il momento di dare qualcosa agli al- tri, non solo agli alunni, come avevo impa- rato, ma anche ai colleghi, dedicando parte del mio tempo all’Associazione. L’occasione mi è stata data quando sono stata eletta a rappresentare l’UCIIM nel Distretto scola- stico. È stato allora che ho conosciuto più da vicino la prof.ssa Checcacci. Ne sono rimasta quasi folgorata. L’entusiasmo e la passione con cui guidava l’Associa- zione contagiava. Mi ha vo- luto, poi, come utilizzata al suo fianco. Lavorare con lei nella gestione dell’Associa- zione è stato impegnativo e faticoso, ma altamente formativo. Un periodo di grandi fermenti. L’UCIIM seguiva con assidua vigilanza tutte le vicen- de della scuola italiana contribuendo con la sua attiva partecipazione a gruppi di lavoro ministeriali e a commissioni-scuola dei vari partiti politici con documenti e con pareri. E grande cura si dava alla formazione pro- fessionale dei docenti con corsi di aggiorna- mento e convegni. Costante è stata anche la collaborazione offerta alla CEI e alle As- sociazioni cattoliche e non. Dopo qualche tempo Cesarina mi ha chie-
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