Marzo-Aprile-2015

25 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2015 GRAZIE UCIIM! Maria Vittoria Cavallari, Presidente della sezione UCIIM «Nosengo» di Roma I nnanzitutto ringrazio la Presidenza nazio- nale che mi ha offerto l’opportunità di questa testimonianza. È impossibile anche solo riassumere in cinque minuti un’esperienza ricca, lunga più di quaranta anni; per questo ho scelto di ricordare con voi alcuni aspetti della vita della nostra associazione ed alcune perso- ne, determinanti per la mia affezione al- l’UCIIM, per la quale oggi sono ancora qui. Il primo aspetto è la vita della sezione. Il mio incontro con la sezione UCIIM av- viene agli inizi de- gli anni ’70, quan- do, insegnante alle prime armi, senti- vo la necessità di un sostegno per af- frontare con mag- giore sicurezza e competenza le pri- me esperienze professionali. Nella sezione «Nomentano» di Roma ho trovato prima di tutto un clima di accoglienza e di amicizia che ha reso facile il mio inserimento; attra- verso il dialogo con i colleghi più «maturi» e lo scambio di esperienze, di problemi e di soluzioni, ho scoperto i valori di una profes- sione bellissima, molto di più che un lavoro. Questo grazie anche alla formazione spiri- tuale come alimento della professionalità (non a caso si chiamava «spiritualità profes- sionale»). Delle tante persone incontrate nella sezione mi limito a ricordare le due più significative: Mons. Giuseppe Badini, consulente ecclesiastico, già mio insegnante di Religione al liceo, ricco di competenza ma anche di grande umanità e affabilità, e Bruna Paroli, la mitica presidente, che con molta semplicità mi ha piano piano coinvol- ta anche nel campo organizzativo, inizian- domi a nuove esperienze che ho potuto poi spendere nella scuola e nella associazione. Dalla sezione mi sono accostata all’UCIIM nazionale, dove ho sperimentato lo stesso clima di accoglienza amichevole; le infor- mazioni e la formazione ricevuta in questa sede e le esperienze che mi sono state pro- poste hanno contribuito a darmi fiducia, consapevolezza delle mie possibilità, ad ac- crescere il senso di responsabilità, con una ricaduta significativa nella mia vita perso- nale e professionale. Tra i tanti con cui ho avuto l’opportunità di collaborare vorrei ri- cordare in modo particolare Pietro Malate- sta e Cesarina Checcacci; soprattutto Cesa- rina, con la sua fermezza nascosta dal dol- cissimo sorriso, spingendomi ad accettare incarichi impegnativi, come quelli nelle Commissioni Ministeriali per le riforme Fal- cucci e Brocca, e la responsabilità di essere portavoce delle posizioni dell’UCIIM, ha sa- puto trasformare la mia innata timidezza ed insicurezza nella capacità di affrontare se- renamente compiti difficili. Un altro aspetto è lo stare insieme, che, come è stato già ricordato, è uno dei momen- ti caratterizzanti dell’associazionismo. Questo aspetto l’ho sperimentato nei numerosi Con- vegni a cui ho partecipato, nei quali all’altis- simo livello della parte formativa si univa il clima conviviale di festosa amicizia con tanti colleghi venuti da tutta Italia, e nei viaggi; questi ultimi, al di là delle rare e preziose op- portunità turistiche, sono stati l’occasione per scoprire il lato «umano» di figure che conside- ravo carismatiche come Mons. Rovea e Cesari- na, dei quali ricordo le divertenti battute o la delicata attenzione prestata a tutti e a cia- scuno perché ci si sentisse una famiglia. Molti di questi viaggi erano un’appendice della Rencontre del SIESC, la dimensione europea dell’UCIIM, un’altra scoperta fonte di nuovi confronti e nuove amicizie. È per tutto questo che continuo a sentire l’UCIIM come una parte importante di me. Grazie UCIIM!

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