Marzo-Aprile-2015
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2015 22 ro modo di acquisire, organizzare e condivi- dere la conoscenza imponendo dal basso, di fatto, una vera e propria rivoluzione coper- nicana del nostro sistema scolastico. Occor- re pertanto rivedere e rinnovare i mezzi e i contenuti della formazione dei docenti, per promuovere lo sviluppo di una modalità di- dattica innovativa. Affinché quest’ultima diventi realtà, tutta- via, non appare sufficiente dotare gli istituti scolastici di Tablet e LIM, né risulta sufficien- te digitalizzare i testi scolastici tradizionali. Ciò che fa la differenza è come questi strumenti, se inseriti nella scuola con un corretto processo e supportati da una solida preparazione, servano a destabilizzare le vecchie pratiche didattiche favorendo l’in- novazione e la riduzione del gap di cultura tra istruzione e sistema sociale: in questo modo, una scuola più vicina al mondo degli studenti e una didattica più efficace e ag- giornata determina le migliori condizioni anche per gli apprendimenti maggiormente significativi. La chiave di volta sta proprio nel passag- gio fondamentale da una didattica «lineare» a una didattica reticolare per competenze che favorisca una dinamica collaborazione con gli studenti e tra gli studenti, agevolata da nuove tecnologie e strumenti digitali. Un passaggio che impone la ridiscussione dalle fondamenta dello stesso ruolo dei docenti, oggi sempre più “ community manager ”, in quanto usano le tecnologie per coordinare il lavoro di gruppo degli studenti, per guidarli nella scelta e nella selezione delle fonti, nella costruzione del loro percorso di ap- prendimento. Occorre pertanto prevedere una formazione iniziale e in servizio che consenta ai docenti di sperimentare lo stes- so modello di apprendimento collaborativo adottato dagli studenti. Alla luce di tutto ciò, grazie alla presen- za di soci esperti nel settore, l’UCIIM è at- tualmente impegnata nell’implementazio- ne dei propri strumenti tecnologici di archi- viazione e comunicazione delle informazio- ni (quali il Sito, la Posta elettronica, la Rivi- sta online , l’Area riservata, la Consulenza online , i Social network ,...) nonché nel- l’elaborazione di percorsi formativi mirati che favoriscano l’acquisizione delle nuove competenze metodologiche e didattiche ri- chieste, attraverso una rinnovata piattafor- ma FAD che preveda al proprio interno mo- dalità di apprendimento collaborativo tra docenti, sincrone e asincrone (Webinar, Fo- rum tematici, classi virtuali, spazi di condi- visione di materiali ed esperienze, Best pra- tices ) superando di fatto ogni limite tempo- rale e spaziale. La nostra «UNIONE» è consapevole, più che mai di dover adeguarsi alla vis riforma- trice, necessaria in siffatti mutevoli asset sociali, è fortemente consapevole nel soste- nere la via dell’interazione, del dialogo tra- sversale e costruttivo; la nostra «UNIONE» non deve e non vuole rimanere una «solita- ria monade», ma desidera proporsi quale protagonista reale di un cambiamento, da canalizzare in azioni concrete ed equilibra- te, critiche e dialogiche, ma sempre rispet- tose dei dettami costituzionali, interpretati dalle istituzioni. «Educare esige il dono dell’intuito per cogliere le componenti e le esigenze delle situazioni concrete e vive; educare richiede genialità e originalità, le sole ad avere va- lore ed efficacia nel mondo dello spirito; educare postula una vasta sensibilità perso- nale di cultura, di civiltà, di umanità.» (Al- do Agazzi - Il discorso pedagogico). Credo sia questo l’augurio più significativo che oggi possiamo rivolgere alla grande fami- glia UCIIM e alla Scuola Italiana tutta: conti- nuare a coltivare e rinnovare costantemente l’intuito, la genialità, l’originalità e la sensi- bilità, la spiritualità dei suoi Insegnanti, Diri- genti e Formatori alla luce degli insegnamen- ti e della testimonianza dei suoi Maestri, per- ché siano educate in ciascuno l’intelligenza, la volontà e la capacità di amare. Pertanto, come già nel 1963 esortava Ge- sualdo Nosengo: «Lasciamo ad altri- se lo vorranno - la parte dei protestatari, dei profeti di catastrofi, dei sollevatori di risen- timenti: noi, inguaribili ottimisti, sentiamo- ci in dovere di operare ancora una volta la scelta della operosità costruttiva, critica ma fiduciosa e appassionata. In risposta alla nostra scelta troveremo che ancora una vol- ta la storia sarà con noi. Perché essa non cammina a ritroso come non cammina a ri- troso la vita».
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=