Marzo-Aprile-2015

mento intenzionale. La meta a cui puntare è, dunque, lo sviluppo di una comunità pro- fessionale, consapevole che gli alunni non sono oggetti dell’istruzione, ma persone da sostenere e guidare attraverso un processo educativo che va oltre la dimensione del sa- pere e del saper fare, aprendosi anche agli alfabeti dell’imparare a vivere ed a convive- re, in una società della quale si è parte e del cui miglioramento ci si senta persona e citta- dino responsabile, nei confronti di se stesso, della comunità, della polis. Attribuito all’Unione il concetto di comu- nità costituisce infatti da 70 anni uno dei più fecondi laboratori di ricomposizione delle più significative variabili della vita della scuola: balza in primo piano come an- tidoto e contrappeso, ogni volta che il buro- cratismo, l’alienazione, l’individualismo, il nozionismo, l’autoritarismo, la contestazio- ne, la demotivazione invadono la scuola: la sua forza orientante scaturisce dall’esigen- za di pensare in termini di autenticità la re- lazione fondamentale docenti-discenti, in uno studium che sia ricerca e dialogo, ac- cettazione reciproca e cooperazione, fedel- tà al passato e impegno di progettualità per il futuro. Il tempo degli esploratori solitari e delle scoperte individuali può definitivamente ri- tenersi superato; ogni impresa umana è sempre più il frutto della collaborazione e cooperazione tra individui desiderosi di la- vorare insieme per il conseguimento di tra- guardi comuni. E poiché l’innovazione e il cambiamento nella Scuola, e quindi nella Società, passano dalla prassi educativa e dall’azione quotidiana dei docenti, sono so- prattutto questi, con la loro attenzione, con le loro intuizioni, con la loro ricerca e for- mazione, con l’apertura al confronto, con il coraggio di mettersi alla prova che le posso- no consentire di proporsi come scuola at- tuale. Scuola nuova ed efficiente, capace di tenere il passo con i tempi, anzi di antici- parli, in grado, quindi, di interagire col ter- ritorio, riconoscere, accogliere e valorizza- re le capacità di ciascuno, all’altezza di in- traprendere azioni educative efficaci per orientare il sapere , il saper fare e il saper essere . Una scuola in cui trovi spazio ed espressione il pensiero divergente di ciascu- no. Una scuola in cui l’ irripetibile unicità dell’essere sia risorsa imprescindibile nel- l’attuazione di una poliedrica sinfonia di vo- ci. Una scuola in grado di orchestrare le di- verse voci all’unisono e di integrare gli assolo chiari e distinti in cori armonici, dando vita a melodiosi concerti. Sarà così la polifonia di voci , misteriosa alchemia capace di trasfor- mare il sogno in realtà e l’ideale in azione quotidiana, la «sola chiave» per una scuola di successo. Ne consegue un passaggio epocale dalla scuola dei progetti al progetto di scuola , che ha come obiettivi formativi l’educazio- ne integrale della persona, l’orientamento, la conquista dell’identità, la prevenzione del disagio e il recupero degli svantaggi, la promozione della relazione educativa, il mi- glioramento continuo del servizio alla per- sona umana. L’UCIIM possiede un glorioso passato, nato dalla ferrea volontà di veicolare attraverso l’agenzia istituzionale tra le più prestigiose, la scuola, valori culturali ed etici, fondati sulla dimensione spirituale, da affidare alle generazioni future sottendenti quell’humus necessario, per coltivare «menti ben fatte» equilibrate e consapevoli. L’UCIIM, non a caso, sta ponendo in essere, in questo delicato momento storico, una nuo- va linfa vitale, evidenziata in azioni formati- ve, al passo con i tempi, ma che affondano profonde radici in ciò che è stato, in quell’eti- ca granitica che le ha permesso, negli anni, di interagire con il mondo istituzionale sempre in modo costruttivo ed autorevole. A tal riguardo, è attualmente in speri- mentazione nella Regione Sicilia un modello organizzativo che, anche attraverso il coin- volgimento degli studenti e dei supervisori universitari, promuova azioni formative e orientative capaci di riavvicinare i giovani laureati alla professione docente, oggi so- cialmente in crisi, ma così fondamentale per il futuro della scuola. Nel contempo si è consapevoli che la scuola dell’insegnamento frontale, in un’ot- tica di apprendimento lineare, sembra esse- re arrivata al capolinea. Una modalità d’in- segnamento resa obsoleta dagli stessi giova- ni che, vivendo immersi nella tecnologia e nella rete, hanno mutato radicalmente il lo- 21 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2015

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