Marzo-Aprile-2015

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2015 20 Viviamo un’epoca di profondi mutamenti economici e culturali che inevitabilmente ir- rompono dentro la scuola sottoponendola a profondi sommovimenti, brusche sollecitazio- ni, drastiche virate. In questo contesto, lo sviluppo professionale degli insegnanti rap- presenta un vettore fondamentale che orienta il livello di efficacia della scuola. Oggi, se vogliamo rimettere al centro i problemi della qualità dei processi forma- tivi, è fondamentale affrontare e proporre nuove soluzioni relative alla valorizzazione della professionalità docente, rispondendo alle aspettative, ai bisogni, e affrontando con responsabilità la questione del recluta- mento, della carriera, della valutazione, del merito e soprattutto della formazione. Di fronte ad un rapido cambiamento dei modelli di apprendimento e ai nuovi biso- gni formativi dei giovani, la formazione del personale va considerata parte costi- tuiva del profilo professionale del docen- te . Il processo di costruzione della profes- sionalità, mai definitivamente concluso, si configura come ricerca continua, grazie al- l’azione dei docenti, professionisti riflessi- vi, impegnati in un costante lavoro di ana- lisi e di rielaborazione delle loro pratiche didattiche. La conoscenza posseduta dall’Unione, in- tesa come patrimonio comune e dinamico di significati, rappresenta per il futuro garan- zia di successo, efficacia e qualità del servi- zio formativo all’interno di un sistema d’istruzione che sappia valorizzare le risor- se intellettuali che lavorano nella scuola con la massima imparzialità, ma anche con la massima attenzione alle differenze, sen- za scadere né in un egualitarismo miope né in un altrettanto miope elitarismo, che sap- pia riscaldare l’ambiente scolastico facendo leva anche sul versante emozionale di tutti coloro che vi operano, che abbia capacità di negoziazione pedagogica e di valorizzazione delle intelligenze. In tal modo, la scuola di tutti diventa la scuola delle competenze culturali, del- l’identità culturale, una scuola che non si ripiega sulla sola trasmissione del sapere ma attiva una continua costruzione e rico- struzione di significati, una scuola come luogo di vita centrato sull’incontro con la cultura, con le culture, tra le culture, luogo in cui gli stessi soggetti sono portatori di cultura e dove la cultura fa parte della vita e della crescita umana. Una scuola in cui il dilemma istruzione-educazione si risolva nell’apprendimento come processo e atto di socializzazione. Di fronte al perdurare dell’emergenza educativa, della crisi socio-culturale, nonché della deriva etica, l’UCIIM è stata e continua a essere FARO, punto di riferimento costante, nell’impegno di individuare percorsi che gui- dino gli educatori a dar vita e valore all’inno- vazione in atto, attraverso la ricerca e la spe- rimentazione di pratiche educative efficaci, e una costante attività di aggiornamento cul- turale e professionale che risponda all’esi- genza ineludibile di FORMARE e Formarsi, an- zi di FORMARSI PER FORMARE. Per rivisitare la didattica, attraverso un modello di formazione e aggiornamento in servizio completamente nuovo, occorre pro- babilmente transitare dall’idea di «forma- zione e aggiornamento» all’idea di «riflessi- vità professionale», che meglio risponde al- la realtà dei percorsi che possono essere at- tivati nelle singole scuole. È indubbio, tuttavia, che alla regia di si- mili processi occorrono professionisti del- l’educazione all’altezza del compito e mo- delli organizzativi ad esso funzionali. La lo- gica curricolare multiprospettica, comples- sa, integrata e orientata alle competenze culturali di cittadinanza mal si presta ad una sua interpretazione nel senso di adem- pimento cartaceo. Piuttosto, richiede l’as- sunzione di una prassi manutentiva conti- nuata nel tempo e altamente legata ai pro- cessi di qualificazione professionale. Da sempre l’UCIIM è impegnata nel pro- muovere e valorizzare una professionalità competente che rappresenti un habitus in- dispensabile per fronteggiare la dinamicità dei saperi e dei contesti; ciò significa andare ben oltre la mera esperienza, che da sola non è elemento sufficiente; significa attivare una rielaborazione e una riflessione su di es- sa, perché la conoscenza della pratica si tra- sformi in pensiero e professionalità consape- vole; vuol dire arrivare all’esplicitazione del significato di un’esperienza, alla sua reinter- pretazione, per trasformarla in apprendi-

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