Marzo-Aprile-2015
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2015 18 compimento l’anno dopo con la legge n. 148. Contemporaneamente l’on. Mattarella tracciò alcune linee guida che tenevano im- pegnati i due rami del Parlamento sulla ri- forma della Scuola secondaria superiore portando, con l’istituzione del biennio co- mune, l’età dell’obbligo a sedici anni. Dovettero passare ancora molti anni per- ché si potesse concretizzare tale prospetti- va, ma le basi dell’iter parlamentare furono tracciate e volute dall’allora Ministro della P.I. L’On. Mattarella aggiunse « La scuola, ol- tre ai suoi compiti istituzionali, non può poi ignorare le situazioni di emarginazione sociale, come quella degli emigrati che hanno ricaduta scolastica e richiedono un forte impegno culturale etico e civile degli insegnanti». I bisogni educativi speciali: la scuola che include non esclude… La sua presenza a Pontremoli, in occasio- ne dei due Convegni nazionali, non si limitò solo a portare il saluto del Governo, ma fu un’importante occasione per riconoscere il ruolo delle Associazioni professionali degli insegnanti e non solo dell’UCIIM, alla quale l’on. Mattarella certamente dichiarò la sua vicinanza, a livello personale, per evidenti motivi di ispirazione comune, che è quella cristiana. Il Ministro sottolineò come «Il tema del Convegno dimostra il ruolo irrinunciabile delle Associazioni professionali, di cui va precisato il “perimetro” di azione e di com- petenza, che certamente possono contribui- re ad una migliore qualificazione culturale della scuola, attraverso una più affinata e motivata professionalità docente». Il richia- mo al ruolo fondamentale delle Associazioni fu, più volte, precisato da Mattarella nel suo intervento che lo collocò in un rapporto collaborativo con l’Amministrazione scola- stica. Ciò consentì di riconoscere nelle inten- zioni del Ministro la volontà di prendere contatto con le genuine istanze della scuo- la, interpretate dalle Associazioni professio- nali e dettate proprio dalla volontà di mi- gliorarne la qualità, attraverso un’identità di servizio, di qualificazione, di ricerca e di proposta. In tal senso l’on. Mattarella lanciò un se- gnale prezioso che fu colto in altri momenti di confronto costruttivo tra i soggetti rifor- matori della scuola e che la nostra Presi- dente nazionale Checcacci - come poi fece- ro tutti i suoi successori nella guida del- l’UCIIM - sottolineò con appassionata con- vinzione nel suo indirizzo di saluto rivolto al Ministro nel riconoscere che « Nella scuola vi sono molti docenti cristiani, laici, credenti e non credenti, che hanno a cuore lo spes- sore culturale e morale della scuola italia- na e che si rendono conto della necessità di restituirla pienamente alla sua funzione specifica». Il ministro Mattarella concluse il suo in- tervento sottolineando due punti da lui con- siderati fondamentali dell’azione culturale e formativa della scuola, che sono oggi ri- tornati di grandissima attualità e a cui oc- corre dare risposte concrete e coerenti: « Innanzi tutto la formazione di una co- scienza civica oltre a quella morale, degli studenti che nella scuola prendono contatto con la prima istituzione pubblica, che offre l’immagine positiva e negativa delle Istitu- zioni civili del nostri Paese. Come secondo punto va messa in rilievo la necessità di creare un ampio consenso sociale attorno alla scuola, ai suoi operato- ri, ma soprattutto ai docenti che devono essere apprezzati e incoraggiati nella loro delicata opera culturale e formativa». Ci piace riportare alla mente un passag- gio del discorso pronunciato dal nuovo Pre- sidente della Repubblica nel giorno del suo insediamento: …garantire la Costituzione significa ga- rantire il diritto allo studio dei nostri ra- gazzi in una scuola moderna in ambienti si- curi, garantire il loro diritto al futuro. Si- gnifica promuovere la cultura diffusa e la ricerca di eccellenza, anche utilizzando le nuove tecnologie e superando il divario di- gitale. Per gli italiani, ci ha ricordato il Presi- dente Mattarella, il volto della Repubblica è quello che si presenta anche nella scuola , per cui c’è da ben sperare che le sue atten- zioni e premure siano sempre presenti, vigi- li e, per quanto ci riguarda, ci accompagni- no nel nostro cammino educativo in una im- presa certamente «ardua», ma «sublime».
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