Marzo-Aprile-2015

maginato e approfondito con lungimiranza dall’ispettore Arles Santoro, all’epoca Presi- dente regionale UCIIM della Toscana, il qua- le, felicemente, definì il Preside « uomo dei confini, ambasciatore del sociale nello sco- lastico e dello scolastico nel sociale, la cui azione si colloca nel punto di congiunzione del sistema scuola con i diversi sistemi che costituiscono l’ambiente sociale». Conside- razioni, queste, di grande attualità… Nel presentare le nostre osservazioni alle proposte avanzate dal MIUR sulla «Buona scuola» in materia di Dirigenza scolastica e su tanto altro, abbiamo fatto la nostra par- te. Noi ci impegniamo a lavorare per un mo- dello di scuola-comunità in cui i rapporti primari tra le persone sono improntati a re- gole e valori, piuttosto che per una scuola- azienda, in cui prevale la logica dei risultati di mercato. La valorizzazione del D.S. dovrà ripartire dalla sua dimensione educativa-va- loriale. Al Preside di allora si chiedeva di essere un perfetto e fedele interprete di quanto espresso da un Centro; quella era la scuola del programma. Al Dirigente di oggi si chiede di svolgere un ruolo di leader educativo proiettato a promuovere una costruttiva collaborazione tra scuola, alunni, famiglie, risorse del ter- ritorio finalizzata ad una reale e fattiva cor- responsabilità educativa. Il DS va inteso co- me facilitatore, propulsore, animatore dell’educazione alla legalità, avendo pre- sente il «modello» di Cittadinanza e Costi- tuzione. Il 117° Convegno nazionale fu celebrato non solo in piena coerenza con la tradizione dell’UCIIM che ha sempre proposto, quali temi prioritari, quelli dell’educazione mora- le e della deontologia professionale, ma ri- spose allora, come oggi, alla richiesta pres- sante della società di conferire senso al cammino dell’uomo. Cito i relatori e gli argomenti trattati, Corradini, Vico, Pieretti, Angelini. Tavola ro- tonda: Guerzoni, Sacquegna, La Malfa, Di Caro, Micheloni. Nelle relazioni è stato evidenziato come la stessa professionalità docente, andasse intesa in senso deontologico. Nel corso dei lavori è stata analizzata la condizione esistenziale giovanile ed è ap- parso chiaro che la sola cultura capace di rispondere alle istanze di trascendenza e di immanenza, caratterizzanti tale condizione, è quella che si informa al progetto contenu- to nell’umanesimo della persona. In tale prospettiva la scuola, in cui spes- so la cultura dell’indifferenza e del progres- so materiale prevalgono sulla crescita mora- le e civile, è tenuta a porre in atto un pro- getto educativo e a proporre contenuti cul- turali, impregnati di valori, del senso del- l’umano, in grado di promuovere la forma- zione integrale del discente. Coerentemente con quanto condiviso nel 1989 rispetto alle mutate situazioni, ai con- testi sociali e alle disposizioni normative, l’idea di Gesualdo Nosengo ci appartiene ancora del tutto: «Educare attraverso l’istruzione, per cui la scuola deve essere fatta per l’uomo e non viceversa….» «Edu- care non è un mestiere, è servizio alla pie- na crescita della persona, è un apostolato umano, sociale, religioso…». Durante la tavola rotonda i rappresen- tanti delle Associazioni, oltre all’UCIIM era- no presenti anche rappresentanti dell’ANP, la FNISM e il CIDI concordarono sull’idea che educare non è manipolare, non è prescinde- re da un’educazione critica e da un’etica comune. Come ricordato precedentemente, parte- cipando ai lavori del nostro Convegno, il mi- nistro Mattarella non si nascose in una real- tà politica composita qual era, in quegli an- ni, quella italiana, i tempi lunghi delle ri- forme legislative per le quali occorreva il consenso del Parlamento. L’intervento del ministro Mattarella sep- pe calarsi nel dibattito suscitato dal tema del Convegno « Cultura e morale …» in quan- to espresse la convinzione che « il livello ci- vile e morale del nostro Paese esigesse un potenziamento dello spessore etico comu- ne, fonte ispiratrice di tutti quegli inter- venti a favore dell’educazione e, quindi, della rigenerazione della società». Nello specifico il Ministro si soffermò sul- l’iter parlamentare che vedeva, in quell’an- no 1989, impegnato il Senato a varare la ri- forma della Scuola elementare, giunta a 17 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2015

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