Marzo-Aprile-2015

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2015 14 ze qualificati sulla vita e sull’opera del Fon- datore e che porta il significativo titolo: Prima la persona. Gesualdo Nosengo: una vita al servizio dell’educazione (2). Questa chiave dà anche la prospettiva all’azione educativa, formativa, sociale, culturale e politica dell’UCIIM. Dà la prospettiva anche alla testimonianza spirituale e alla dimen- sione ecclesiale di ciascun appartenente all’Associazione. L’incontro con ogni perso- na (lo studente, il collega e chiunque altro) è luogo di incontro con Dio; non soltanto luogo in cui esprimiamo la nostra fede ma luogo che contiene già segni di presenza di Dio, luogo da cui Dio ci parla e ci viene in- contro. La stessa appartenenza ecclesiale la sentiamo con una tonalità tipicamente lai- cale, a partire dall’educativo, da preoccu- pazioni di crescita e di incontro, col deside- rio di far arrivare alla comunità cristiana sensibilità educative, problematiche della scuola e del territorio, aiutandola a co- struirsi a partire dalle situazioni di vita del- le persone. Questa sensibilità sulla centralità della persona la affiniamo soprattutto nell’espe- rienza educativa, in classe. E c’è sempre da verificarla, tenendosi vigilanti. È molto fa- cile mettere al centro il programma, il pro- getto, le esigenze istituzionali o organizza- tive. La sfida è invece: prima la persona! Non si tratta di un prima che esclude. È chiaro che l’esperienza educativa richiede progettualità e organizzazione; è chiaro an- che che il nostro ruolo di docenti è fonda- mentale e che tante cose partono da noi. Si tratta di un prima di senso: il ragazzo è il perno attorno a cui tutto deve ruotare. È più facile dirlo che farlo. È anche facile che il «prima la persona» diventi, in qualche si- tuazione, uno slogan che copre esperienze educative in realtà per niente centrate sugli studenti. È importante che, in ambito UCIIM, il «prima la persona» non rimanga solo uno slogan e nemmeno un principio da affer- mare ogni tanto. Il «prima la persona» si fa ; si pratica e si impara facendo pratica . Oggi sono in crisi le metodologie (dedutti- ve o induttive che siano) che enfatizzano i principi e la loro chiarificazione. I principi valgono nella misura in cui ispirano dei comportamenti, degli stili di azione. Vale prima di tutto il processo, l’aria che si re- spira, la qualità delle relazioni. E la prati- ca del «prima la persona» si fa non solo nell’ambito scolastico ma sempre. Si fa anche nella vita associativa. Il «prima la persona» si fa modo di gestire gli incontri, stile di governo, dialogo, capacità di dare spazio a tutti, valorizzazione degli apporti di tutti, cura sincera delle relazioni. Sa- rebbe un controsenso e sarebbe un segno di crisi dell’Associazione, al di là delle ap- parenze, se venisse meno, di fatto non nelle proclamazioni, il «prima» dell’incon- tro, delle relazioni. L’appartenenza asso- ciativa cresce se l’Associazione è reale spazio di incontro . La categoria dell’ incontro può aiutare a ricomprendere nell’oggi il «prima la perso- na», liberando l’espressione dall’astrattez- za e da possibili derive ideologiche. Oggi molte cose, in educazione e nella vita in ge- nere, si giocano nell’ incontro , nella possibi- lità di vivere incontri veri. L’incontro non si fa, prima di tutto, sul piano delle idee, an- che se comporta anche scambio e confronto di idee; esso si fa, nella sua verità, su un piano affettivo, di qualità della relazione, dove è in gioco la fiducia, l’accoglienza, il riconoscimento, la disponibilità a un evento che ci precede, la capacità di situare le di- mensioni legate al ruolo, alle valutazioni e ai giudizi, dentro un reale riconoscimento dell’altro e nella reciprocità della relazio- ne. Dovremmo misurarci molto col ripetuto invito di Papa Francesco a essere costruttori di una cultura dell’incontro , anche e so- prattutto a partire dagli ambienti educativi (3). Sempre più, d’altra parte, si levano vo- ci autorevoli che richiamano a una rifonda- zione dell’impegno educativo, compreso quello scolastico, sul piano relazionale e af- (2) A cura di G. C AVALLOTTO , pref. di A. S ODANO , Urbaniana University Press, Città del Vaticano, 2000. (3) Si veda il Discorso al mondo della scuola italiana, Piazza S. Pietro, 10 maggio 2014; si veda anche Evangelii Gaudium, Esortazione apostolica sull’annuncio del Vangelo nel mondo attuale , 24 novembre 2013, nn. 87-92.

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