Marzo-Aprile-2015
UN DUPLICE DECENTRAMENTO: SULLA PERSONA E SU GESÙ MAESTRO don Salvatore Currò, Consulente ecclesiastico nazionale UCIIM Prima parte (1) Introduzione Come onorare i 70 anni dell’UCIIM? Il ti- tolo dato al Convegno UCIIM: 70 anni da protagonisti al servizio della persona, della scuola, della società evoca, con intento ce- lebrativo e con una punta di orgoglio, quan- to è stato fatto nei 70 anni trascorsi. Il pro- gramma del Convegno riprende l’intento ce- lebrativo ma si apre anche alle problemati- che del presente, almeno a quelle della scuola e dell’attuale politica scolastica. Il titolo della prima sessione, nella quale si in- serisce il mio intervento, vuole mettere in rapporto il passato e la costruzione del fu- turo: La valorizzazione della nostra storia per la costruzione di un positivo futuro . È proprio su questa connessione tra passato e futuro, o tra memoria e profezia , che vor- rei insistere. E vorrei farlo in rapporto a due risorse che, mi pare, fanno la forza del- l’UCIIM: il primato della persona e il riferi- mento a Gesù maestro . Sono due attenzioni radicali che l’UCIIM ha ereditato dal suo fondatore, Gesualdo Nosengo, e che chiedo- no di essere continuamente meditate, at- tualizzate, rinnovate, ricomprese in rappor- to alle sfide attuali e quindi in rapporto al costruire il futuro. La logica è quella della duplice fedeltà: alla memoria e alle sfide attuali; sapendo che, in fondo, si tratta di un unico processo e quindi di un’unica fedeltà. Solo tenendo vivo lo spirito originario sapremo leggere in profondità le sfide attuali; d’altra parte, solo abitando pienamente il nostro tempo sapremo davvero fare memoria, andando ol- tre il semplice ricordo o le nostalgie, ed en- treremo in sintonia col Nosengo che sapeva guardare avanti con sguardo profetico. Trat- terò di queste due risorse tentando di te- nermi in questa dinamica di duplice (o uni- ca) fedeltà. Non sono mosso da preoccupa- zioni di ricostruzione storica, ma semplice- mente dal desiderio di dare un piccolo con- tributo a tener vive le sorgenti dell’Associa- zione, quelle che ne fanno la vitalità, e che non vanno mai date per scontate. Tener vi- ve le sorgenti richiede un lavoro paziente e continuo, di spessore culturale e formativo, autenticamente umano e spirituale, non troppo preoccupato dell’appariscenza o dei risultati immediati. È un lavoro che richie- de, in definitiva, disponibilità sincera alla conversione, sia su un piano personale che associativo. Richiede, cioè, un certo decen- tramento , un certo superamento dell’auto- referenzialità o dell’autocelebrazione. Tale decentramento, per l’UCIIM, ha due direzio- ni fondamentali che, come cercherò di mo- strare, si intrecciano profondamente: la persona e Gesù maestro. Prima la persona… ovvero un reale incontro con l’altro La centralità della persona è una chiave privilegiata per interpretare la missione educativa del Nosengo. Ciò è stato ben evi- denziato nel volume preparato per il 30° anniversario della sua morte e pubblicato nel 2000, che raccoglie studi e testimonian- 13 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2015 (1) Riprendo qui la mia relazione di giovedì 12 marzo al Convegno dei 70 anni dell’UCIIM. Riesprimo quelle stesse idee in forma più sistematica e con alcune integrazioni. In questo numero della rivista viene pubblicata la prima parte dell’articolo; la seconda parte (Gesù maestro… ovvero un reale contatto con Lui) sarà pubblicata sul prossimo numero.
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=